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A Milano seminario contro la devianza giovanile

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“Parole incrociate tra adulti e ragazzi”: nel leggere queste parole virgolettate più qualcuno potrebbe pensare ad un cruciverba, ma non si tratta di un banale passatempo. E’ invece il titolo di un seminario che a Milano, attraverso quattro incontri presso la Casa della Cultura (il giovedì, dal 10 novembre, in via Borgogna), intende affrontare la crescente devianza che attanaglia i ragazzi-studenti di oggi. Gli incontri, curati dalla professoressa Elena Rosci, docente di Psicologia delle tossicodipendenze all’Università “Bicocca” di Milano, e dalla psicanalista Silvia Vegetti Finzi, cercheranno di affrontare le forme più moderne di devianza studentesca: dal bullismo all’assunzione di alcol e droghe, dai casi in aumento di anoressia-bulimia fino alle manifestazioni di protesta, troppo spesso incentrate sullo scontro e quasi mai sul dialogo, e alle sempre più evidenti mancanze di rispetto per gli insegnanti.
“Gli studenti di oggi – spiega Silvia Vegetti Finzi – interpretano il loro futuro lavorativo e professionale privo di certezze. E a questa sensazione le tradizionali istituzioni non riescono purtroppo a far fronte, anche perché è sempre meno frequente trovare famiglie e docenti che abbiano un reale dialogo con i propri figli-allievi. Gli stessi insegnanti non si sentono adeguatamente valorizzati dal sistema scolastico, tanto che le statistiche parlano di depressioni in aumento anche all’interno di questa professione: un malessere che inevitabilmente si trasmesse anche sugli studenti”.
A far scattare l’allarme per gli atteggiamenti a rischio sono gli ultimi dati ufficiali di atteggiamenti giovanili a rischio, che rendono tra l’altro sempre più bassa la soglia “di entrata” nel circuito della devianza: basta citare l’età di iniziazione all’assunzione di alcol, che secondo l’Istituto Superiore di Sanità si attesta ormai attorno agli 11-12 anni. Significativa anche la percentuale dei casi di bulimia o anoressia: circa il 15-20% dei casi trattati dal Centro studi dell’ospedale San Raffaele di Milano riguardano ragazze infatti al di sotto dei 14 anni.
“Questa ossessione per gli alimenti o per il fisico – secondo la professoressa Elena Rosci – nasconde un’evidente richiesta di aiuto a genitori ed insegnanti. E per questo pensiamo sia importante coordinare queste figure attraverso degli incontri come quelli alla Casa della Cultura”.
Agli incontri seminariali sarà presente anche uno psicologo dell’adolescenza che interagirà con un gruppo di studenti dell’istituto Minotauro di Milano.