“All’inizio ho pensato a uno scherzo, poi quando l’ho visto venirmi incontro con due coltelli ho capito che faceva sul serio. L’ho bloccato e ho chiesto aiuto. I colleghi che erano in altre aule sono accorsi e l’hanno disarmato”. Sono le parole del docente di tecnologia di un istituto comprensivo di San Vito Lo Campo, nel trapanese: il prof è stato aggredito venerdì 29 maggio da uno studente 11enne armato di coltellino.
Il ragazzino, con il volto coperto da un casco, al quale era collegato il telefono cellulare per registrare in tempo reale su Telegram la tentata aggressione, si è avvicinato fare minaccioso, forse a seguito di un voto basso al termine di un’interrogazione: ha quindi cercato di colpire il docente, il quale fortunatamente ha quasi subito disarmato il giovane, aiutato dai colleghi, uscendo dalla colluttazione con poco più di qualche graffio.
“Non aveva mai mostrato un’indole violenta, era bravo a scuola, aveva rapporti buoni con i compagni – ha detto il prof – Credo che il problema sia la fragilità, anche determinata da situazioni familiari non facili, che certi ragazzi hanno”.
“Non ce l’ho con lui – ha concluso il docente – Piuttosto sono preoccupato per lui”.
Il ragazzino, nel frattempo, è stato sentito per ore dalla procuratrice per i minorenni di Palermo: “lo studente – sostiene l’Ansa – non avrebbe mostrato alcun segno di pentimento. Ad ascoltarlo c’era anche una equipe di psicologi: poco più di un bambino e già alle spalle una vicenda che avrebbe potuto avere conseguenze ancor più drammatiche”.
Secondo gli inquirenti c’è però una certezza: la violenza era stata programmata nei particolari nei giorni precedenti. Lo dimostrano i post pubblicati dal ragazzino, seppure con frasi solo allusive, sul suo profilo Tik Tok.
Solo poche ore prima del fatto aveva scritto in inglese “non incolpatemi per quello che farò” e qualche giorno prima aveva postato parole ancora più inquietanti: “la mia più grande paura è non riuscire a farne nemmeno uno”. Una frase che potrebbe far pensare all’intenzione di colpire più di una persona.
Sempre secondo l’Ansa, “il 12 enne non è imputabile, ma i magistrati per i minorenni stanno valutando se affidarlo a una struttura specializzata”.
Intanto, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che si era già complimentato con l’insegnante che ha disarmato l’alunno, durante la trasmissione di Rete Quattro ‘Diario del giorno’ ha detto di auspicare “che il Parlamento possa approvare la legge che vieta l’utilizzo dei social ai minori di 15 anni”.
Secondo il ministro Valditara l’episodio accaduto in un istituto comprensivo di San Vito Lo Capo “non sarebbe successo vent’anni fa”.