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30.05.2026
Aggiornato alle 23:04

Edgar Morin, il ministro Valditara non ne parla e “trascura” il grande lavoro del filosofo francese per le Indicazioni nazionali del 2007. Neppure la ministra Bernini se ne ricorda, un accenno arriva solo dal ministro Giuli

Nella giornata del 30 maggio i mezzi di informazione di tutto il mondo hanno ricordato la morte di Edgar Morin, riconosciuto come uno dei più acuti intellettuali del nostro tempo.
Dell’ autore di decine e decine di volumi sui problemi della complessità del mondo moderno, ha parlato persino la testata Vaticano News  che ha ricordato: “Nel 2019 Papa Francesco lo aveva ricevuto in udienza. Nel 2021, in un’intervista ai media vaticani, sottolineava l’importanza di prendere coscienza della comunanza di destino di tutti gli esseri umani nell’epoca della globalizzazione, ossia dei pericoli nucleari, dei pericoli della follia fanatica, del pericolo del dominio del profitto”.

In Italia, curiosamente, le testate principali hanno dato spazio alla notizia ma è mancato del tutto, almeno per ora e per quanto a noi risulta, un commento seppure fugace del ministro Valditara e del suo staff, commento che sarebbe stato quanto mai opportuno tenuto conto del fatto che Morin è considerato l’ispiratore delle Indicazioni Nazionali del 2007, i cui lavori erano stati diretti dal filosofo Mauro Ceruti con la collaborazione del pedagogista Italo Fiorin.
Incomprensibile la “dimenticanza” a meno che il Ministero non abbia proprio voluto rimarcare la distanza delle “nuove Indicazioni” 25-26 dal documento del 2007.
Ora, è fuori dubbio che le Indicazioni della Commissione Perla sono bene lontane dall’impianto moriniano ma forse spendere due parole per parlare dei meriti indiscutibili del filosofo francese scomparso in queste ore sarebbe potuto servire anche per “distendere gli animi” ed evitare di scaldare oltre misura il dibattito politico e pedagogico in atto.
Non dimentichiamo che si sta parlando dei principi culturali a cui si dovranno ispirare i programmi scolastici del prossimi anni e quindi parlarne in mdo “bipartisan” sarebbe doveroso.
Va doverosamente segnalato che è però intervenuto il ministro della Cultura Alessandro Giuli: “Con la scomparsa di Edgar Morin il mondo perde uno dei grandi pensatori del nostro tempo, un intellettuale che ha saputo attraversare un secolo di storia mantenendo sempre uno sguardo lucido, aggiornato e profondamente umano”.

In Italia – ha aggiunto Giuli – Morin aveva una seconda patria accademica e affettiva, qui rinveniva le radici di quell’umanesimo universale di cui è stato nuovo interprete e qui ha lasciato un’impronta indelebile nella pedagogia e nel dibattito civile”.

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