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18.02.2026

A scuola a piedi in mezzo alla neve, cresciuta senza Tv e social: la storia della campionessa Flora Tabanelli

Flora Tabanelli, la più giovane medagliata italiana nello sci freestyle, racconta al Corriere, la sua infanzia tra scuola e montagne. Tabanelli è medaglia di bronzo, vinta con un legamento lesionato del ginocchio destro.

Cresciuta a Sestola, passava intere giornate al rifugio dei genitori a 1800 metri, sul lago Scaffaiolo. “Da lì scendevamo direttamente con gli sci per andare a lezione sulle piste o a scuola. Poi tornavamo a piedi“, spiega. I primi anni erano duri: “Piangevo sempre perché ero un po’ sfaticata. A volte dovevamo camminare nella bufera“. La campionessa spiega che da casa al rifugio impiegava 40 minuti di macchina. Poi dovevano prendere una seggiovia e infine 20 minuti a piedi per l’ultimo pezzo. La madre, però, non cedeva, diceva: ‘Se non vuoi salire, resta pure qua’. “Così dopo un po’ salivo. Tutto questo ha forgiato me e i miei fratelli”, ammette Flora.

La quotidianità scolastica aveva un sapore speciale. “Mamma mi ha cresciuta nel rifugio senza tv, social e tablet. Andare a scuola era un’avventura, anche nella bufera, e questo mi ha insegnato disciplina e resilienza”. Il cellulare è arrivato solo in prima superiore, quando Flora aveva l’età giusta per capire il suo uso. “Non ero troppo invidiosa dei compagni con smartphone e social, perché avevamo un giardino enorme, tappeti elastici e giochi. Ce la spassavamo con i miei fratelli e le nostre giornate erano piene di attività creative”.

Anche a scuola, Flora metteva impegno nelle piccole cose: “I lavoretti li prendevamo con grandissimo impegno, come se dovessero essere esposti nelle gallerie d’arte”. Accanto allo sport, la passione per il disegno e il pianoforte le hanno insegnato costanza e creatività, qualità che oggi le servono anche nello sci. Nonostante gli allenamenti e le gare, il desiderio di proseguire gli studi resta forte visto che quest’anno conseguirà la maturità: “Sarà un anno intenso, ma i miei ci tengono che continui gli studi e anch’io. Poi vorrei proseguire all’Università, amo la matematica, so che sarà difficile ma tanto vale provarci”.

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