Corsi di autodifesa a scuola per scongiurare tragedie come l’accoltellamento a morte di un ragazzo, lo scorso 16 gennaio, da parte di un compagno di scuola, a La Spezia. A proporli Fratelli d’Italia nella persona del consigliere regionale Gianmarco Medusei in un ordine del giorno approvato con 17 voti a favore (centrodestra) e 10 contrari (centrosinistra e M5S) dall’assemblea legislativa ligure. Lo riporta Ansa.
Il documento impegna la Giunta “a chiedere all’Ufficio scolastico regionale di attivare corsi strutturati di autodifesa di base e di primo soccorso, affidati a personale qualificato, finalizzati esclusivamente alla tutela dell’incolumità personale, alla gestione di situazioni di estrema emergenza e al primo soccorso, con l’esplicita esclusione di qualsiasi forma di addestramento offensivo o aggressivo, anche come strumento complementare di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne”.
“Alla Spezia si è verificato un fatto di eccezionale gravità: l’omicidio di uno studente, accoltellato da un coetaneo all’interno di un contesto scolastico – dichiara Medusei -. Un evento di tale portata costituisce una ferita profonda per l’intera comunità nazionale, poiché avvenuto in un luogo che dovrebbe garantire protezione, sicurezza e crescita educativa. La scuola non può e non deve trasformarsi in uno spazio di violenza, intimidazione e morte”.
“Penso che sia un segnale che può essere fortemente frainteso, perché l’opinione pubblica e la stampa troveranno facilmente una consecutio tra i due fatti e, sostanzialmente, stiamo dicendo che una delle soluzioni possibili è quella di difendersi da soli – commenta l’ex ministro del Lavoro e consigliere regionale del Pd Andrea Orlando – Nell’imminenza di quel fatto abbiamo detto che c’era l’esigenza di un’assunzione di responsabilità più forte delle istituzioni pubbliche per garantire la sicurezza di quei ragazzi e ora rischiamo un fraintendimento molto forte verso un pubblico distratto dalle vicende della politica e che leggerà un titolo sui giornali. Noi dobbiamo dire ai ragazzi che dentro le scuole non si usano le mani, ancor meno i coltelli e non c’è da fare dei corsi di autodifesa, c’è da studiare”.
Dopo l’omicidio il Governo ha immediatamente parlato di metal detector a scuola.
“Per favorire il più efficace raccordo delle iniziative volte a prevenire ogni forma di illegalità presso gli istituti scolastici, i sigg. Prefetti, d’intesa con i Dirigenti scolastici regionali, convocheranno apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, quale luogo di analisi e sintesi delle coordinate generali dell’attività di vigilanza e controllo, secondo un indirizzo unitario che tenga conto delle priorità emerse e delle esigenze rappresentate”: è questo uno dei passaggi (forse il più significativo) di una direttiva congiunta firmata dai ministri dell’Interno (Piantedosi) e dell’Istruzione (Valditara) per cercare di contenere gli episodi di violenza nelle scuole.
“Riguardo ai controlli di sicurezza – si legge ancora nella direttiva – tenuto conto della delicatezza del tema e della necessità di un approccio quanto mai prudente ed equilibrato, in sede di Comitato potrà valutarsi per gli istituti scolastici che presentino profili di criticità – come nel caso di comportamenti violenti all’esterno degli stessi, spaccio di stupefacenti, segnalati e reiterati atti di bullismo –, secondo un livello di intervento crescente, la loro temporanea inclusione nei Piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione Il Ministro dell’Istruzione Il Ministro dell’Interno e del Merito di controlli mirati”.