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A settembre le scuole apriranno anche il pomeriggio

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Si prospettano cambiamenti importanti per l’orario scolastico degli studenti, o meglio, per circa 700mila studenti italiani.

Infatti, con l’avvio dell’anno scolastico, si legge su Repubblica.it, le scuole superiori apriranno il pomeriggio. Ci sono 187 milioni di euro di Fondi Pon, e in questi giorni si stanno distribuendo alle segreterie di 4.633 istituti.
Un numero considerevole, il 53 per cento delle superiori di secondo grado del Paese.
Con tali fondi si consentirà l’apertura dei plessi oltre le ore 14 – come da programma e da promesse della Legge 107 – per svolgere attività extra-scolastiche.

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Durante le aperture pomeridiane, infatti, le scuole proporranno principalmente sport, teatro e musica, mentre, anche se in misura minore, altri istituti punteranno sulla lingua inglese e discipline digitali.

Ogni istituto ha già scelto in autonomia il monte orario destinato a tali attività, in base alle disponibilità economiche e, soprattutto, del personale.

Soddisfatto il sottosegretario Toccafondi, che da Catania ha detto: “Abbiamo aperto le scuole perché è giusto far fare esperienze vere. Daremo vita ad alternanza, apprendistato, laboratori, competenze, inclusione e contrasto alla dispersione”.

Proprio dal capoluogo etneo, arrivano le maggiori adesioni a questi progetti, 150 in totale, con l’Istituto Nautico “Duca degli Abruzzi” che ha iniziato le attività extra già quest’estate, uno dei pochi in Italia.
Infatti, il dieci per cento degli istituti partecipanti aprirà l’esperimento nell’estate 2018, tutti gli altri il prossimo settembre, si legge ancora su Repubblica.it.

La Campania ha il maggior numero di scuole coinvolte, 860. Poi la Sicilia con 692 progetti finanziati. In Puglia 569 istituti hanno aderito e in Lombardia 380. Inoltre 221 scuole si trovano nelle aree colpite dal sisma: 84 nelle Marche e altre 84 in Umbria, 47 in Abruzzo, 6 nel Lazio. Per un totale di 700mila studenti e 33mila genitori complessivamente in Italia.

Ricordiamo che già la scorsa estate era partito una sorta di esperimento, un progetto pilota, che ha visto l’apertura pomeridiana aveva riguardato 400 istituti di Roma, Milano, Napoli e Palermo, un piccolo investimento che avrebbe dovuto essere moltiplicato per quindici per settembre 2016, ma poi non decollò il progetto.

Il 16 settembre fu pubblicato il bando “Progetti di inclusione sociale e lotta al disagio nonché per garantire l’apertura delle scuole oltre l’orario scolastico soprattutto nelle aree a rischio e in quelle periferiche”. Il 30 gennaio scorso si è insediata la commissione per valutare i progetti presentati.
Al momento dell’assegnazione dei punteggi, la commissione ha tenuto conto dei risultati Invalsi, l’abbandono scolastico e lo svantaggio sociale del territorio di appartenenza.

Dei 187 milioni totali, 74,7 milioni sono andati alle scuole delle regioni più sviluppate, dove si è registrato un tasso di adesione all’avviso del 37 per cento, 9,5 milioni sono stati assegnati agli istituti delle regioni in transizione (tasso di adesione del 41per cento) e 102,9 milioni alle regioni in ritardo di sviluppo (tasso di adesione oltre l’81 per cento

Adesso, vediamo come andranno le cose, se questi progetti saranno utili ed utilizzati sapientemente per migliorare la crescita culturale degli alunni.

 

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