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21.01.2026

Abusata dal collaboratore scolastico a 12 anni, sviluppa ansia e disturbi del sonno: sarà risarcita con 40mila euro

Redazione

Una ragazza ora 22enne, vittima di abusi in una scuola media della provincia di Lecce quando di anni ne aveva appena 12, riceverà un risarcimento di ben 40mila euro, com’è stato disposto dal giudice del tribunale civile che ha riconosciuto i danni psicologici riportati dalla vittima.

I fatti risalgono al 2015. Come riporta La Repubblica, quel giorno la studentessa venne sorpresa dal dipendente scolastico in uno stanzino dove la ragazza era entrata per prendere un rotolo di carta igienica. L’uomo entrò e abusò di lei. Rientrata a casa, in lacrime, la dodicenne si confidò con la madre. Scattarono le indagini sfociate un una condanna a 4 anni in abbreviato e confermata nei successivi gradi di giudizio.

Le conseguenze nella ragazza

La vicenda è arrivata anche davanti a un giudice civile in virtù degli esiti di una consulenza psicologica e di un certificato medico che hanno certificato come la violenza subìta avesse avuto una diretta incidenza sul processo di formazione della personalità della studentessa che ha dovuto intraprendere un percorso di sostegno psicologico perché segnata da quel momento da bassa autostima, paura e vergogna e, dunque, difficoltà relazionali e limitazioni nella vita sociale e sessuale.

In tutti questi anni la ragazza ha parlato di “disturbi del sonno con difficoltà ad addormentarsi ed incubi notturni. In più, da quel giorno ha iniziato ad andare a scuola malvolentieri “assalita dalla paura di rincontrare il bidello” nonostante fosse stato trasferito in altro istituto, somatizzando l’irrequietezza, che si manifestava in episodi di “mal di pancia” durante le prime ore di lezione, che si attenuavano verso la fine della giornata scolastica”.

La sentenza

Per il giudice civile “l’incidenza negativa di tale episodio sul benessere psicologico della ragazza si deve ritenere innegabile, avendole compromesso, sia pure non in modo irreversibile, l’ordinario sviluppo delle relazioni sociali in una fascia d’età particolarmente delicata quale è l’adolescenza.

Non v’è, allora, si legge sempre nelle motivazioni – alcun dubbio che debba riconoscersi il ristoro del diritto all’innocenza di ragazza avviata all’adolescenza che le è stato pregiudicato per effetto della violenza subita, così come il pregiudizio subito sua reputazione e immagine, dal momento che il fatto è divenuto immediatamente di dominio pubblico nell’ambiente scolastico. È innegabile che un trauma del genere, patito in età adolescenziale, sia in grado di ripercuotersi sulla vita adulta della vittima”. La sentenza civile prevede anche un risarcimento di 10.000 euro per i genitori della ragazza.

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