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09.02.2026

“Sei brutto”, Marattin (Pld) insulta un docente, poi si scusa e si scaglia contro il politically correct: “Era una battuta”

Redazione

La polemica è servita: il deputato Luigi Marattin, del Partito liberaldemocratico, ha avuto uno scambio social con un docente con deformità facciale, chiamandolo “brutto”. Da qui un fiume di critiche, seguite poi dalle scuse.

Il docente ha una deformità facciale

Ecco cosa ha detto, ai microfoni de Il Corriere della Sera: “Mi sono scusato – dice il parlamentare centrista – ma difendo l’ironia. Vorrei dire che il politically correct ha rotto i… ma non vorrei scandalizzare nessuno”.

“Ricevo ogni giorno centinaia di insulti, specialmente quando parlo di Israele, su cui la mia posizione non è allineata a quella del pensiero unico. Gli insulti colpiscono chi mi è vicino, da mia madre ai miei parenti di terzo grado, e passano per ogni sorta di epiteto immaginabile su di me. Li ignoro quasi sempre, qualche volta rispondo a tono e qualche volta rispondo con ironia. È stato il caso di Antonio, mi aveva dato dell’“indecente” solo perché mi ero chiesto perché i media internazionali prendessero per buone le cifre di Hamas. Allora ho risposto in quel modo, con una semplice battuta irriverente. Non avevo modo di sapere dalla foto profilo che dietro ci fosse una malattia. Quando l’ho saputo mi sono scusato subito con Antonio e lui stesso ha chiuso l’incidente”.

“Era una battuta, nulla più. Come tutti i giorni ce ne scambiamo senza che implichino nulla. Una battuta, e in risposta a un insulto. Io credo in una sola regola: non prendere in giro le cose che le persone non hanno scelto. Ecco perché mi sono subito scusato con Antonio quando ho saputo che c’era di mezzo una deformità naturale. Per il resto, scandalizzarsi – quasi sempre con secondi fini – fa parte di una deriva di ‘politically correct’ che ha oggettivamente travalicato i limiti. Mi verrebbe da dire che ha rotto i… ma non voglio scandalizzare nessuno”»”.

L’amarezza del docente

Ecco come aveva commentato il docente: “Un Parlamentare dovrebbe essere un esempio, un modello di riferimento, una guida e un argine contro l’odio, non il suo principale alimentatore. E l’episodio spiacevole di ieri è stata un’offesa non solo per me, ma anche per la memoria di chi non ha retto l’urto di simili violenze verbali, e soprattutto per le famiglie che piangono figli spinti al limite da parole usate come coltelli. Mai giocare con la vita degli altri per colmare il vuoto delle proprie idee. Mai”.

“Ad onor di cronaca devo segnalare anche le scuse pubbliche ricevute dall’Onorevole Marattin, che ha definito la sua uscita uno ‘scherzo’ finito male per mancata conoscenza della mia storia. Accetto le sue scuse con la serenità di chi non porta rancore, ma con la fermezza di chi sa che la dignità non ha bisogno di cartelle cliniche per essere rispettata. Non serviva sapere della mia “situazione” per evitarmi un insulto: bastava ricordare di essere un uomo delle Istituzioni. A Marattin auguro sinceramente che questa vicenda gli sia servita come lezione: le parole pesano, e quelle di chi ci governa pesano il doppio”.

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