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Ad ottobre la settimana della non violenza

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Il Miur ha presentato il 3 luglio a Palazzo Chigi due protocolli di intesa, realizzati con il ministero delle Pari opportunità, attraverso cui il Governo intende porre freno all’imperversare degli episodi di violenza che contrassegnano ormai sempre più spesso le cronache italiane.
Il primo accordo prevede l’istituzione di una settimana di sensibilizzazione, dal 12 al 18 ottobre, durante la quale si terranno negli istituti scolastici dibattiti ed iniziative per il contrasto a ogni forma di violenza. “Fare una settimana di informazione e comunicazione sulla violenza – ha spiegato il ministro Gelmini – è un fatto importante e ci permetterà di valorizzare le molte buone pratiche”.
Per questo, ha annunciato, nel protocollo è prevista la settimana contro la violenza. Che si terrà ogni anno. “Nel 2008 – ha detto il responsabile del ministero di viale Trastevere – sono arrivate al Miur, da parte delle prefetture, 302 segnalazioni per casi di bullismo nelle scuole. E questa è solo la punta dell’iceberg. Ogni giorno arrivano 60 telefonate di segnalazione al numero verde antibullismo. Occorre – ha continuato – mettere in campo un impegno congiunto e condiviso delle scuole”.
Un impegno che Gelmini chiede a tutti gli “attori”della sana crescita dei ragazzi. Ad iniziare dalle famiglie. “Alcuni genitori fanno i sindacalisti dei propri figli – ha spiegato il ministro –  e sono comportamenti che non aiutano i ragazzi e questo di certo non aiuta i ragazzi nel loro processo di formazione”.
Un’altra iniziativa anti-violenza è stata descritta, sempre a Palazzo Chigi, dal ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, che ha presentato un protocollo mirato a potenziare la difesa delle donne. Con questo secondo accordo, sostenuto anche dal ministero dell’Interno, il Governo intende dare un sostegno pratico, oltre che psicologico, a tutte le donne italiane sottoposte a violenza: a tale scopo il numero verde antiviolenza e antistalking, il 1522, offrirà non più soltanto assistenza psicologica e giuridica, ma anche assistenza operativa. L’ormai noto numero a cui chiamare in caso di assistenza e di emergenza riguardante una donna, di tutte le età, sarà infatti collegato direttamente alle centrali operative delle forze di polizia.
“Degli appositi corsi di formazione – ha detto il ministro Carfagna – saranno poi destinati al personale di base delle forze di polizia per la prima accoglienza e l’assistenza delle vittime di violenza. Lo scopo è mettere in grado gli agenti di trovare le prove necessarie dell’aggressione senza traumatizzare ulteriormente le vittime. Già oggi – ha puntualizzato il ministro – il personale delle questure centrali è assolutamente in grado di farlo, ma vogliamo estendere questa formazione anche al personale di base di commissariati”. L’intento però non è quello di “rispondere alla violenza con la violenza, ma – ha puntalizzato il ministro – aiutare le donne a vincere la paura rendendole più consapevoli delle loro capacità”.
Al via quindi il progetto pilota,che partirà da alcune città campione. “Il protocollo – ha sottolineato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni – va nella direzione di formare l’azione di polizia perché gli agenti sappiano rivolgersi a chi è vittima di questo odioso reato nel modo giusto. L’impegno di contrasto – ha concluso il ministro del dicastero dell’Interno – deve essere sempre maggiore, anche nei confronti della violenza tra le mure domestiche”.