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01.06.2026

Alunno tenta di aggredire il prof in diretta social, aveva annunciato tutto su TikTok: è il secondo caso simile, colpa del web?

Ci sono importanti aggiornamenti sul caso del ragazzino di undici anni che ha tentato di accoltellare il professore di tecnologia durante le lezioni, ma è stato bloccato prima di riuscire a ferirlo in una scuola media di San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani.

Come riporta Ansa, la ‘rete’ sembra aver avuto un ruolo decisivo in tutta la vicenda. Per vederci chiaro la Procura per i minori di Palermo ha aperto un fascicolo, ancora a carico di ignoti, per istigazione. Sul suo profilo TikTok lo studente, nei giorni prima dell’aggressione, aveva fatto intendere la volontà di compiere un gesto clamoroso.

Poche ore prima del fatto aveva scritto in inglese “non incolpatemi per quello che farò” e nei giorni precedenti aveva postato parole ancora più inquietanti: “la mia più grande paura è non riuscire a farne nemmeno uno”.

Dalla lettura di alcuni commenti emerge che diversi suoi follower sapevano cosa avesse in mente. Alcuni gli chiedevano come avrebbe realizzato il video dell’impresa’ e il ragazzino descrive esattamente quanto accaduto e cioè che avrebbe usato il cellulare attaccato a un caschetto. Il filmato sarebbe stato trasmesso in una diretta Telegram.

Il collegamento con un’altra aggressione

Le analisi sui dispositivi, che verranno effettuate nelle prossime settimane, stabiliranno inoltre se il ragazzino frequentasse le stesse chat di un altro studente delle medie, di un anno più grande, che a fine marzo a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, ha colpito con quattro coltellate la sua professoressa di francese.

A ipotizzarlo è stato oggi il Messaggero, dopo quanto scritto nella newsletter di Selvaggia Lucarelli venerdì, che ha pubblicato la versione fornita da una ragazza straniera, comparsa nell’inchiesta sull’episodio di marzo, che sostiene di aver ‘incrociato’ negli stessi ambienti digitali frequentati dal tredicenne anche il dodicenne di San Vito Lo Capo. Anche il tredicenne bergamasco, in effetti, aveva compiuto l’aggressione facendo una diretta Telegram e aveva postato una delirante spiegazione delle sue ragioni sui suoi canali, che poi sono stati chiusi. Le tante similitudini hanno spinto i magistrati a indagare anche su eventuali collegamenti tra i due gesti. E i Carabinieri stanno verificando “possibili convergenze”.

Sequestrati i dispositivi dello studente

Intanto ieri lo studente è stato sentito per ore, in modalità protetta, dalla procuratrice per i minorenni di Palermo: non avrebbe mostrato alcun pentimento. I Carabinieri hanno sequestrato tutti i dispositivi elettronici del ragazzino.

Smentita, invece, la tesi che dietro l’aggressione ci fosse una challenge. Il giovane non è imputabile, ma i magistrati per i minorenni stanno valutando se affidarlo a una struttura specializzata.

La ricostruzione dei fatti

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni e avrebbe cercato di aggredire il docente davanti ai compagni di classe”, scrive l’agenzia. “L’undicenne avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso una diretta video all’interno di un gruppo Telegram. Dalle indagini emergono dettagli ritenuti particolarmente inquietanti dagli investigatori.

“Sul caso indagano i carabinieri della stazione di San Vito Lo Capo e della compagnia di Alcamo“, si legge su Ansa. “Gli accertamenti sono coordinati dalla Procura per i minorenni di Palermo, che sta ricostruendo l’esatta dinamica dei fatti e verificando anche l’eventuale premeditazione del gesto. L’episodio”, conclude l’Ansa, “ha provocato forte choc nella comunità scolastica e nel territorio di San Vito Lo Capo“.

“Ha ottimi voti, secondo me non si è trattato di un attrito che aveva con il docente. Secondo me è stato plagiato dai social”, queste le parole del dirigente della scuola, pronunciate a Morning News, su Canale5.

Le parole del docente aggredito

“All’inizio ho pensato a uno scherzo, poi quando l’ho visto venirmi incontro con due coltelli ho capito che faceva sul serio. L’ho bloccato e ho chiesto aiuto. I colleghi che erano in altre aule sono accorsi e l’hanno disarmato”, queste le parole del docente di tecnologia aggredito.

Intanto, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che si era già complimentato con l’insegnante che ha disarmato l’alunno, durante la trasmissione di Rete Quattro ‘Diario del giorno’ ha detto di auspicare “che il Parlamento possa approvare la legge che vieta l’utilizzo dei social ai minori di 15 anni”.

Secondo il ministro Valditara l’episodio accaduto in un istituto comprensivo di San Vito Lo Capo “non sarebbe successo vent’anni fa”.

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