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Addio a Gianni Cipriani, latinista e cultore del mondo classico

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Gianni Cipriani ci ha lasciato.

Un uomo che si distingueva per le sue doti di umanità, l’intelligente ironia, la cordialità, un Professore che sapeva trasmettere brillantemente agli studenti la grande passione per la civiltà classica.

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Chi era Gianni Cipriani

Dal 1972 al 2000 ha svolto la sua attività di ricerca e di didattica nell’Università di Bari presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Scienze dell’Antichità, nei ruoli di Assistente Ordinario, prima, Professore Associato, dopo, e Professore Ordinario dal 1990 per dieci anni. Dal 2000 è stato Professore Ordinario nell’Università di Foggia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Tradizione e Fortuna dell’Antico e dal 2012 presso il Dipartimento di Studi Umanistici, Lettere, Beni Culturali, Scienze della Formazione. E’ stato anche Preside della stessa Facoltà e Prorettore dell’Ateneo pugliese. E’ stato insignito del titolo di Professore Emerito dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Ho conosciuto Gianni Cipriani parecchi anni fa, a Venosa, città natale di Orazio, in occasione del Certamen Horatianum, organizzato dal Liceo Q. Orazio Flacco, che, insieme a Rosa Torciano, Preside del Liceo in quegli anni, ha visto Cipriani tra i fondatori della gara di Latino. Il Certamen, nato come gara regionale nel 1986, diventato nazionale nel 1992, in seguito internazionale, aprendosi anche alla partecipazione di studenti provenienti dai paesi europei, grazie anche alla volontà ferma della Dirigente Mimma Carlomagno, è l’evento culturale più atteso nella città ogni anno nel mese di maggio ed è articolato in quattro giornate, una delle quali è destinata alla formazione dei docenti ed è dedicata alla didattica delle lingue classiche. La giornata della didattica era coordinata da Gianni Cipriani.

Negli anni ho avuto modo di conoscere le sue qualità umane e professionali durante le giornate trascorse insieme a Venosa, anche nei momenti non ufficiali, e di considerare dal vivo la sua profonda conoscenza della cultura classica, che già avevo avuto modo di apprezzare attraverso le sue numerose pubblicazioni, tra le quali la Storia della letteratura latina, molto seguita dagli studenti perché ha spazzato via la polvere del tempo e ha fatto cogliere la complessità sociale, politica, giuridica, economica, religiosa del mondo romano, facendo rivivere e sentire le voci di quegli uomini accomunati a noi da passioni, paure, ambizioni, sentimenti ed emozioni che rimangono intatti nell’eterno fluire dei secoli.

Sono stata felice e onorata della sua amicizia e porterò con me il ricordo di lui e degli anni venosini.