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Addio a note e sospensioni per gli alunni della primaria. Gilda: “Un errore abolirle”

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Ha suscitato molti commenti l’approvazione del ddl che introduce l’educazione civica come materia curriculare nella scuola primaria e secondaria di primo grado.

Tra le novità introdotte, spicca senza dubbio la cancellazione delle sanzioni a carico dei bambini indisciplinati della scuola primaria: per loro, in pratica, scompaiono le sanzioni, dalla nota sul registro fino alla sospensione e all’espulsione da scuola: si tratta di una abolizione di una norma storica, datata addirittura 1928.

Le note e le sanzioni restano. Ma le decideranno le scuole

“Verso gli alunni che manchino ai loro doveri – prevedeva l’articolo 414 del Regio decreto 1297 – si possono usare, secondo la gravità delle mancanze, i seguenti mezzi disciplinari: ammonizione; censura notata sul registro con comunicazione scritta ai genitori, che la debbono restituire vistata; sospensione dalla scuola, da uno a dieci giorni di lezione; esclusione dagli scrutini o dagli esami della prima sessione; espulsione dalla scuola con la perdita dell’anno scolastico”.

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Da Viale Trastevere tuttavia precisano la situazione, si Bussetti che il sottosegretario Giuliano hanno infatti respinto la notizia della cancellazione delle sanzioni:“Abolito un vecchio decreto, resta in vigore il decreto legislativo del 2009 che stabilisce le sanzioni”, dichiarava il Ministro a Radio Capital.

Giuliano ha invece spiegato che “in pratica saranno le istituzioni scolastiche con l’estensione alla primaria del patto di corresponsabilità, quindi anche coinvolgendo le famiglie, ad individuare le eventuali mancanze disciplinari e relative sanzioni e non più norme risalenti addirittura all’anteguerra, gli articoli dal 412 al 414 del Regio Decreto 26 aprile 1928, che addirittura parlano espressamente di ‘pene’ riferendosi alle sanzioni disciplinare che si possono infliggere a un bambino. Un adeguamento importante, dunque, che rimette in capo alla responsabilità di scuola e famiglia la definizione delle sanzioni tenendo conto anche delle specifiche esigenze delle alunne e degli alunni di questa fascia d’età”.

Il sindacato Gilda: “Sbagliato abolirle. Si rischia confusione”

A distanza di qualche giorno, esprime la propria posizione anche il sindacato Gilda degli Insegnanti: “Per quanto poco utilizzate e previste da norme molto datate, le sanzioni disciplinari costituivano un deterrente per arginare le intemperanze degli alunni. Abolirle è stato un grave errore che rischia di legittimare condotte scorrette e ad alimentare ulteriormente il fenomeno delle aggressioni ai danni dei docenti”, dichiara il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio.

In particolar modo, Di Meglio riferisce che “le stesse sanzioni disciplinari verranno reintegrate nei regolamenti adottati dalle singole scuole”, ma, allo stesso tempo, “ciò comporterà una grande confusione e disomogeneità perché ogni istituto potrà decidere autonomamente se e quali provvedimenti mettere in campo. Senza considerare, poi, che quasi tutte le scuole primarie fanno parte di istituti comprensivi e che ciò provocherà ulteriori difficoltà”.

Per la Gilda, insomma, sarebbe opportuno, “che si torni ad un sistema di sanzioni educative nazionali”.

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