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Affari esami di Stato: tra ripetizioni e scuole private parte il business

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Sostenere gli esami di stato può essere anche un lusso? A porre l’interrogativo è Skuola.net che ha avviato una indagine sul web per capire fino a quanto possa costare a una famiglia la spesa per evitare al figlio amare bocciature o consentirgli esiti migliori, in termini di voto, per avviarsi al lavoro. 
E sembra proprio che molti candidati, tra ripetizioni private e contributi scolastici volontari spacciati per obbligatori, spenderanno somme consistenti per poter conquistare l’agognato diploma. Per i privatisti addirittura si parla di esborsi fino a 550 euro e comunque cifre ben lontane dai circa 25 euro di tasse erariali obbligatorie per l’iscrizione all’esame e la successiva stampa del diploma. 
La ricerca di Skuola.net, svolta nei giorni passati e alla quale hanno partecipato circa 1000 maturandi, dice con chiarezza che la voce principale di costo è legata alle ripetizioni private: un maturando su tre si affiderà alle lezioni individuali private pur di migliorare la sua preparazione.
Circa il 10% dei votanti ha dichiarato che prenderà più di 12 ore di lezioni private che, considerando i prezzi medi, si traducono in un’uscita di almeno 200 euro.
Ma dall’indagine è emerso pure un altro balzello: il contributo, non previsto dalla normativa se non in forma volontaria, da versare direttamente nelle casse delle scuole: circa un terzo degli studenti intervistati ha speso fino a 30 euro, mentre altrettanti più di 60 euro.
Discorso a parte meritano gli studenti privatisti: l’Ordinanza Ministeriale 41/2012 prevede per loro un rimborso alla scuola “esclusivamente qualora essi intendano sostenere esami con prove pratiche di laboratorio”e “deve, comunque, essere stabilito con riferimento ai costi effettivamente sostenuti per le predette prove di laboratorio”.
In rete, però si possono individuare scuole che chiedono contributi per l’esame di ammissione e l’esame di stato superiori a 300 euro. Il sito degli studenti fa nome e cognome delle scuole e delle città dove tali tasse sono richieste con tanto di disinvoltura manichea, mentre in alcuni casi è richiesto che i candidati siano in possesso dell’idoneità a sostenere l’esame, un equivalente dell’ammissione all’esame al termine dei quinto anno.
Altra spesa per le famiglie dei candidati è rappresentata dalla tesina.
Dice Skuola.net che il 43% degli studenti ha dichiarato che sarebbe disposto a spendere parte dei suoi risparmi per chiedere un aiuto nella stesura di questo elaborato o, addirittura, per averne uno già pronto. Quasi la metà degli studenti, impegnati nei prossimi esami, ha affermato che spenderà somme consistenti anche per dotarsi di vocabolari, temari, bignami o, semplicemente, per avere una buona tariffa che permetta di navigare su Internet con il proprio cellulare. Il 32% dei maturandi ha confessato che destinerà a tal proposito fino a 30 euro (il 9% oltre 60).