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Agli studenti piace fare impresa

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Sta riscuotendo un alto interesse il concorso studentesco www.latuaideadimpresa.it, promosso a livello nazionale da Unindustria e da una serie di associazioni territoriali di Confindustria: Alessandria, Bari, Barletta, Andria, Trani, Chieti, Cosenza, Firenze, La Spezia, Livorno, Perugia, Roma e Varese. La competizione per aggiudicarsi la migliore idea di impresa ha sinora coinvolto oltre 100 proposte, realizzate da più di 3.000 studenti e 200 insegnanti di 11 provincie italiane.

L’ultimo resoconto dei progetti, che troveranno spazio sulla piattaforma on line, proviene dalle scuole romane, dove in collaborazione con Confindustria Roma, con Sistemi Formativi Confindustria e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, 9 istituti superiori hanno aderito presentando altrettanti progetti, cui hanno partecipato oltre 150 studenti e una trentina di insegnanti.
Le idee in gara, che spaziano dall’ambiente al sociale, dai servizi alla produzione artigianale, dall’accoglienza al turismo, complete di business plan, saranno raccontate giovedì 3 e venerdì 4 febbraio nella sede di Unindustria attraverso video-interviste agli studenti partecipanti e votate dagli imprenditori di Unindustria con punteggi e commenti. I primi tre avranno la possibilità di entrare nella rosa dei 10 finalisti nazionali.
“Gli ultimi dati Censis – ha commentato Monica Lucarelli, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Roma – evidenziano un preoccupante calo del lavoro imprenditoriale, che ha subito una riduzione del 35% dal 2004 al 2009. Anche per tale motivo, iniziative come Latuaideadimpresa, che rappresentano un canale importante attraverso il quale diffondere la cultura di impresa soprattutto tra i giovanissimi, dovrebbero trovare maggiore spazio nei curricula scolastici. La scuola infatti – continua Monica Lucarelli – è un ambito ottimale nel quale i più giovani possono sperimentare il proprio talento e le proprie capacità, immaginando un futuro professionale che si adatti facilmente ad un mercato del lavoro sempre più flessibile, e nel quale le posizioni ed i mestieri maggiormente ambiti rappresentano ormai quasi una chimera”.