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Ajello con i sindacati: i risultati dei test Invalsi non bastano a valutare i docenti

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Si sono conclusi con gli interventi di Anna Maria Ajello, presidente Invalsi, e Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola, gli interventi al seminario “Valutazione della Cultura, Cultura della Valutazione”, svolto il 3 giugno a Roma presso l’Auditorium di via Rieti.

Il presidente Invalsi ha parlato degli obiettivi del suo mandato. Ad iniziare dalla necessità di sostenere la diffusione di una corretta idea di valutazione. A tal proposito, Ajello ha ricordato che l’Invalsi, con 97 dipendenti, esamina ogni anno milioni di prove. Svolgendo “un lavoro egregio”. Le prove vengono esaminate e rielaborate al fine di creare delle prove rinnovate. “E nelle elaborazioni – ha tenuto a precisare – incidono variabili esterne, ma non solo quello sulle tipologie di famiglie degli alunni”. 

Il presidente Invalsi ha quindi auspicato che il suo istituto possa uscire dalla “sindrome del fortino”, frutto dell’arroccamento venutosi a determinare nei confronti degli agenti critici.
Il presidente dell’Istituto nazionale di valutazione si dice poi d’accordo coi sindacati, in particolare con la Cisl Scuola, che poco prima aveva chiesto di ‘sganciare’ lerove standardizzate dell’operato di chi opera dietro la cattedra.
Non si possono usare solo i dati delle misurazioni dell’Invalsi per valutare gli insegnanti: non può essere assunto come criterio unico”, ha sottolineato Ajello. L’intervento si è poi soffermato sulla pericolosità, anche ai fini dei futuri finanziamenti per sostenere il sistema, dell’atteggiamento tenuto da quei docenti che “truccano” i test. Sarebbe importante, a tal fine, educare i docenti.
Ajello ha concluso il suo intervento ribadendo la necessità di “mantenere un senso di fiducia” sulla valutazione.
Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola, ha concluso il seminario sostenendo che “si è fatta tanta confusione mettendo sullo stesso piano valutazione, merito e carriere”. Perchè solo se valutare significa conoscere e migliorare il nostro lavoro, noi raggiungiamo l’obiettivo di migliorare il sistema d’istruzione. Che è un diritto costituzionale, pagato dalla collettività. Per quanto riguarda i test, va ricordato, ha aggiunto il sindacalista, che non li abbiamo inventati noi, ma sono ormai introdotti a livello internazionale. L’Invalsi, però, “deve coinvolgere le scuole”. Per creare un valido sistema nazionale di valutazione bisogna costruirlo assieme: “ci vuole condivisione”‘ ha sottolineato Scrima.
Sulla riforma contrattuale, Il leader della Cisl Scuola ha detto che non si può cancellare l’anzianità di servizio, che fino a prova contraria rimane la prova dell’esperienza professionale. In parole più semplici, quello Scrima sembra un diniego alla sparizione degli scatti automatica. “Semmai – sottolinea – ci si può confrontare su quanto” dovranno essere confrontati. Comunque fino ad oggi, tranne qualche agenzia Ansa e qualche intervento del Ministro, di proposte scritte su questo aspetto non abbiamo ricevuto nulla. Di sicuro, ha continuato Scrimam ci confronteremo sul sistema nazionale di valutazione, con quella apertura e sensibilità che riteniamo possa essere uno strumento importante per i lavoratori, gli studenti e del paese.

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Sull’incontro del 5 giugno all’Aran il segretario generale Cisl Scuola è speranzoso: speriamo ci siano le condizioni per chiudere in fretta, visti anche i tempi ridotti, la copertura del terzo anno consecutivo di blocco degli scatti di anzianità. Sarebbe un bel risultato.

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