Il cappellano dell’istituto di pena per minorenni Cesare Beccaria di Milano, don Claudio Burgio, rivela a Vita.it: “Al Beccaria, in questo momento circa l’87% dei ragazzi presenti è costituito da minori stranieri non accompagnati, tra i 14 e i 17 anni”.
In gran parte egiziani, tunisini e marocchini, tutti maschi, hanno un’età compresa fra i 14 e i 17 anni e spesso praticano atti di autolesionismo.
Potrebbero uscire tutti, sottolinea il prete, ma mancano le comunità e quelle esistenti sono in difficoltà e non riescono ad assorbire tutti i posti richiesti. Il problema delle comunità è che stanno chiudendo. Mancano gli operatori, mancano gli educatori, c’è una emergenza totale da questo punto di vista. E ancora, dopo essere usciti dal carcere, moltissimi ritornano: anche due o tre volte.
E non solo. Questi minori hanno altre prospettive. Prima arrivavano ragazzi che volevano formarsi, stabilirsi in Italia, andavano a scuola, poi andavano al lavoro e si inserivano. Oggi questi sono ragazzi che girano l’Europa in cerca di soldi, non hanno un’etica e di conseguenza, spesso diventano veri e propri predatori.
Sono concentrati nelle città del nord, perché cercano possibilità di guadagno che città come Milano possono offrire.
Sottolinea pure il cappellano: in Italia, per la prima volta, le carceri minorili sono in sovraffollamento, non era mai successo in tutta la storia repubblicana, è un dato che preoccupa. Sarà l’esito dei decreti legge, sarà questa ondata migratoria molto intensa. Oggi al Beccaria ci sono quasi 80 ragazzi, è chiaro che anche il sovraffollamento mette in difficoltà tutto l’ambiente. Infatti al 31 dicembre 2024 al Beccaria c’era un sovraffollamento del 146,67%, con 66 ragazzi presenti a fronte di 45 posti disponibili.
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