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Al via i costi standard anche nella scuola

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Un importante provvedimento approvato sabato 14 dal Consiglio dei Ministri è passato sotto silenzio, ma vale la pena darne notizia.

Con decreto del Presidente del Consiglio è stata infatti approvata in via preliminare la “Nota metodologica relativa alla procedura di calcolo per la determinazione dei fabbisogni standard ed i coefficienti di riparto degli fabbisogni stessi per le funzioni fondamentali dell’istruzione, del territorio, dell’ambiente, dei trasporti, nonché per altre funzioni generali delle province e delle città metropolitane”.
Il decreto è stato adottato a norma del decreto legislativo n.216 del 2010 (Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, città metropolitane e province) prevede il superamento graduale e definitivo della spesa storica.
In altre parole d’ora innanzi i trasferimenti dallo Stato agli enti locali verranno fatti tenendo conto dei costi standard, mentre oggi si fa riferimento alla spesa storica.
Questo significa che gli enti locali e le regioni che hanno finora “largheggiato” nella spesa dovranno poco per volta rientrare nei ranghi: il costo di un posto in un asilo nido o in una scuola dell’infanzia, dovrà essere relativamente omogeneo a livello nazionale; non potranno essere differenze troppo elevate.
Ovviamente per andare a regime il sistema avrà bisogno di tempo, anche per evitare di tagliare dall’oggi al domani troppe risorse alle regioni meno “virtuose”.
Nelle prossime settimane il provvedimento sarà trasmesso alla Conferenza Stato-Città ed autonomie locali e alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, nonché alle Commissioni parlamentari competenti per le conseguenze di carattere finanziario.
 
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