Anticipare il voto alle urne a 16 anni anziché attendere la maggiore età. La proposta è di Più Europa, che il 20 gennaio ha lanciato la campagna “Voto16” alla Camera alla presenza di testimonial sedicenni: la richiesta prevede una modifica dell’articolo 48 della Costituzione, “al fine di estendere il diritto di voto attivo ai cittadini e alle cittadine che abbiano compiuto 16 anni”.
A spiegare le ragioni della proposta è stato il segretario del partito Riccardo Magi: “Siamo di fronte – ha detto – ad una crisi di democrazia, ad una crisi di vicinanza dei cittadini alle istituzioni, a cui bisogna rispondere allargando e non restringendo gli spazi di partecipazione”: stando così le cose, ha aggiunto, bisogna puntare i riflettori sui “temi di cui si occupa la politica, che sono tutti sbilanciati a sfavore delle giovani generazioni”.
L’obiettivo è anticipare i tempi dell’approvazione della proposta già in vista delle prossime elezioni politiche, previste per il 2027: “Se c’è la volontà politica”, si può fare ha detto Magi.
“Noi partiamo con un appello urgente a tutte le forze politiche del Parlamento proprio in un momento in cui si parla di riforme istituzionali”.
“In Italia, a 16 anni si può lavorare, si pagano le tasse, si può lasciare la scuola, firmare contratti, essere chiamati a rispondere delle proprie azioni anche sul piano penale. Ma – si legge nel testo dell’appello da firmare – non si può scegliere da chi essere rappresentati: una distorsione democratica evidente”.
Il testo della proposta indica come potenziali nuovi votanti “i giovani iscritti al terzo anno delle scuole superiori”.
Più Europa vorrebbe completare “un percorso di ampliamento della partecipazione democratica già avviato negli ultimi anni, con l’abbassamento dell’età del voto a 18 anni anche per il Senato. La proposta – conclude Magi – è coerente con le esperienze di numerosi Paesi europei e con il principio europeo secondo cui a responsabilità riconosciute devono corrispondere diritti effettivi”.
L’idea di Più Europa ha trovato immediati consensi nel M5s: “in una fase di crisi profonda della partecipazione democratica, la risposta è allargare i diritti”, ha commentato la deputata M5S Chiara Appendino.
“È una storica battaglia del Movimento 5 Stelle che ho già portato in Parlamento con una proposta di legge, perché la politica continua a decidere su temi cruciali per i giovani – come clima, lavoro, scuola, debito pubblico – senza dare loro voce”.
Secondo Appendino, “ai ragazzi e alle ragazze chiediamo responsabilità sempre più precoci, ma poi li escludiamo dal momento fondamentale della scelta democratica: è una contraddizione che non regge più. Estendere il diritto di voto a 16 anni significa rafforzare la democrazia e ricostruire un rapporto di fiducia con chi oggi si sente invisibile. Noi ci siamo”.
L’iniziativa, qualora fosse avallata dalla maggioranza parlamentare, potrebbe rientrare nella nuova legge elettorale allo studio da tempo da parte del Governo Meloni: da FdI e anche parte di Forza Italia giungono però segnali negativi per il sì alla proposta del partito guidato da Magi; una decina d’anni fa, invece, il leader della Lega, Matteo Salvini, si espresse in modo favorevole.