Alex Zanardi se ne è andato: ci lascia l’ex pilota, il campione paralimpico, ma soprattutto un maestro di vita, in grado sempre di trasformare il male in bene, la tragedia in rinascita, il fondo in risalita. E che risalita. Quella più importante l’ha compiuta proprio quando per lui sembrava tutto finito. Un terribile incidente, 25 anni fa, gli portò via entrambe le gambe: era il settembre del 2001, il pilota di Formula 1 gareggiava in Germania e durante una gara al Lausitzring arrivò ad un passo dalla fine. Subì decine di operazioni chirurgiche, con il cuore portato all’estremo. Ma si rialzò alla grande, calandosi come nessuno come protagonista dello sport paraolimpico: collezionò qualcosa come 16 medaglie d’oro e sette d’argento, tra Olimpiadi e Mondiali. In totale 23, un numero che ricorda la fortuna. Quella che a Zanardi ha voltato le spalle troppe volte.
L’ultima, fatale, sei anni fa, quando – vicino Pienza, in provincia di Siena – si schiantò al termine di una curva contro un camion, mentre in handbike si muoveva in gruppo tra Firenze e la Val d’Orcia, per vivere l’ennesima avventura sportiva. Da quel momento per Alex è arrivato il buio: un’operazione di oltre tre ore lo lasciò in vita, senza però prendere più coscienza. E ha passato l’ultimo lustro in quello stato.
Se ne è andato il 1° maggio, a 59 anni, lo stesso giorno in cui, nel 1994, non lontanissimo, all’ospedale di Bologna – a soli 32 anni – lasciava la vita terrena Ayrton Senna, un altro campione indimenticabile.
Quella che Zanardi ci lascia è una lezione di vita incredibile, fatta di coraggio, sorrisi e impegno, da tirare fuori anche quando tutto rema contro. Un antidepressivo al cubo, che se assunto anche a piccole dosi farebbe cogliere la vita in modo straordinario.
Tutti colgono in lui questa grandissima prerogativa. Secondo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Zanardi è stato “uno sportivo di eccelse qualità, ha dimostrato straordinaria personalità anche dopo il gravissimo incidente che ha subito. Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo. La sua figura ha rappresentato punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani. Esprimo alla famiglia la vicinanza della Repubblica”.
Secondo la premier Giorgia Meloni, ha trasformato “ogni prova della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rimettersi in gioco ogni volta, affrontando anche le sfide più dure con determinazione, lucidità e una forza d’animo fuori dal comune”.
“Con i suoi risultati sportivi, con il suo esempio e con la sua umanità, ha dato a tutti noi molto più di una vittoria: ha dato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai. A nome mio e del Governo rivolgo un pensiero commosso e la più sincera vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Grazie di tutto, Alex”.
“Alex Zanardi è stato un campione di coraggio e di determinazione. Ha insegnato a tutti a non lasciarsi mai vincere dalle avversità, a credere nella vita e in sé stessi. Un esempio straordinario per i giovani”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.