Home Mobilità Algoritmo errato, fa ricorso e torna a casa risarcita

Algoritmo errato, fa ricorso e torna a casa risarcita

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Dopo il Tribunale del Lavoro di Brescia, anche quello di Ravenna dà ragione ad una docente che aveva presentato ricorso per essere stata trasferita in modo illegittimo.

La docente, pugliese e difesa dal sindacato Fenalca, era stata immessa in ruolo con l’applicazione della Legge 107/2015: dopo l’anno di prova, a seguito della mobilità straordinaria si è ritrovata assegnata, attraverso l’algoritmo ministeriale, alla provincia di Ravenna.

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Ciò è avvenuto, sostiene la professoressa Giovanna Marcone, segretario generale Fenalca Scuola, “nonostante altre colleghe con punteggio inferiore fossero state assegnate in uno degli ambiti territoriali della provincia di Foggia, provincia di residenza della stessa”.

 

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Il Tribunale del Lavoro di Ravenna ha deciso, dopo avere esaminato il caso, di accogliere la richiesta “con decorrenza immediata”, concedendo anche “all’insegnante ricorrente, l’ambito che le spettava nella provincia di residenza (Foggia), in virtù del punteggio della nostra iscritta, con una sentenza di accoglimento totale e col riconoscimento di un ingente rimborso delle spese generali”.

Nei suoi confronti, quindi, è scattato anche il risarcimento per le spese conseguite, di cui però al momento non è quantificata l’entità.

Nella sentenza, il giudice del lavoro ha evidenziato le incongruenze dei criteri dell’algoritmo, spiegando che “i punteggi sono stati correttamente attribuiti, ma le graduatorie sono state formate in modo incoerente con i punteggi e con la disciplina legale contrattuale”.

Abbiamo riscontrato “una vittoria schiacciante – ha concluso Marcone – che sicuramente non risulterà isolata, atteso che lo studio legale De Rogatis ha presentato e continua a presentare ricorsi in tutt’Italia per difendere le ragioni dei docenti vittime di questo errato algoritmo”.