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Alle scuole superiori si boccia sempre meno

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Italia Oggi analizza l’andamento degli scrutini finali degli ultimi 12 anni alle scuole superiori. Si boccia sempre meno, ma le competenze rimangono al palo. Nel 2005-2006 si era da poco insediato il governo Prodi con Fioroni ministro dell’Istruzione: il 13% erano i bocciati, il 35% quelli con il debito, promossi il 48%.

Nel 2015-2016 con Renzi premier e Giannini ministro, gli studenti promossi sono il 69%, con debito il 23%, i bocciati il 7,7%. In 12 anni i promossi hanno segnato +21,1%, quasi dimezzati i bocciati (-6,5%), la percentuale di ragazzi con debito formativo è scesa dell’11,8%.

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Tra il 2007/09 e il 2009/10, ad esempio, i promossi si attestano tra il 58,2% e il 59,3%, i bocciati tra il 13,3% e il 14,1%, i giudizi sospesi tra il 26,8% e il 27,8%. Mentre nel biennio 2012/13-2013/14 i ripetenti passano dal 10,3% al 9,6% e i promossi dal 63,5% al 63,8%.

 

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Non difformi gli esami di Stato. Se nel 2005/05 e nel 2005/06 venivano ammessi tutti gli studenti sia con sufficienza sia con insufficienza, nel 2006/07 e 2007/09 per effetto della L.1/2007 erano ammessi solo gli alunni con votazione positiva.

Per quanto riguarda le competenze di base in italiano, matematica e lingua straniera – così come riporta Italia Oggi – nei primi 4 anni di corso in un focus del Miur sull’anno scolastico 2014/15 emerge che le insufficienze in matematica sono rilevanti soprattutto nei tecnici e nei professionali, attestandosi al primo anno al 27%. Tra gli alunni insufficienti in matematica circa il 31% ha riportato un voto inferiore a 6 anche nella prova di matematica del I ciclo.

 

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