Home Attualità Alternanza scuola lavoro, “si impara facendo”

Alternanza scuola lavoro, “si impara facendo”

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“Si apre la strada camminando”, come da un proverbio brasiliano. Cioè, “si impara facendo”.

Sapendo queste verità evidenti, lascia stupefatti il silenzio che è calato sulla decisione del governo, nella Finanziaria in discussione, non solo di tagliare ore e fondi, ma, addirittura, di cancellare il concetto di lavoro per un più generico rimando a “percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”.

Nessuno che protesti, mi pare. Non tanto per la difficoltà, nota a tutti, di applicazione della Alternanza a contesti non sempre ricchi di parterre socio-economici. Quanto, piuttosto, visti il drammatico quadro sulla disoccupazione, il mancato allineamento tra titoli di studio e mondo del lavoro, i dati sulla dispersione e sui Neet, per la cancellazione, in primis, del vincolo della “cultura del lavoro” per delle “competenze trasversali” che tutto possono significare. Dunque, tutto diventerà oggetto di Alternanza?

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Giusto attendere le “Linee guida”, si spera già ai primi di gennaio, dopo l’entrata in vigore della Finanziaria 2019, ma ad anno scolastico iniziato sfido chiunque ad aggiustare il tiro in corso d’opera. Più facile per le classi terze, più difficile per le quarte, viste le programmazioni avviate, per le scuole più serie.

Troppe le ore previste dalla Legge 107? Giusto discuterne, a partire però da verifiche reali, quelle che mancano, al di là dei generici monitoraggi. Ma resta la questione aperta del cuore della alternanza.

Un tema che oggi sembra un tabù, visto il silenzio.