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Alternanza, subito meno ore e più qualità. Gli studenti: non più di 80 e percorsi coerenti con gli studi

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La nuova alternanza scuola-lavoro sarà composta di molte meno ore, ma in compenso si svolgeranno attività più formative: è questa la strategia del nuovo governo gialloverde sulle esperienze degli studenti del triennio finale delle superiori, da svolgere in azienda e a contatto con gli esperti del mondo del lavoro. A parlarne è stata, il 5 novembre, Carmela Palumbo, Capo dipartimento per il sistema educativo di Istruzione e formazione del Miur, nel corso dell’evento ‘A scuola di azienda in azienda’, promossa da Nestlé ed Enel con Gi Group, in occasione della prima giornata della Settimana europea della formazione professionale.

Percorsi orientanti

“La filosofia – ha spiegato la dirigente Miur – rimane quella di valorizzare un’esperienza che fa conoscere il mondo del lavoro e mette il ragazzo alla prova di competenze che la scuola non può curare”.

L’obiettivo delle modifiche, che saranno discusse con la legge di bilancio, è ridurre “l’obbligatorietà di un monte ore molto elevato, per far sì che le scuole e le aziende si possano concentrare sulla qualità dei percorsi e sul loro carattere orientativo rispetto al futuro lavorativo o di studio”.

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Su come si realizzerà il miglioramento qualitativo dei percorsi, però, la dirigente Miur non ha fornito indicazioni precise: bisogna comprendere, in particolare, come si assoceranno le esigenze delle aziende con quelle formative delle scuole e, soprattutto, attraverso quali accordi e convenzioni.

Linee guida in tempi brevi

Le linee guida dei nuovi percorsi, come annunciato dalla Tecnica della Scuola, “saranno emanate in tempi molto rapidi (poiché si introdurranno già dall’anno scolastico in corso n.d.r.), ma dobbiamo attendere che si completi l’iter parlamentare di discussione” della manovra.

Sulla riduzione dei fondi, che potrebbero diminuire in vista della riduzione del monte ore obbligatorio, la dottoressa Palumbo ha assicurato che “ci sarà una rimodulazione, che cercheremo di far scattare dal prossimo anno, per rispettare la programmazione delle scuole. L’elemento importante è che l’alternanza sarà comunque obbligatoria a e curricolare nelle scuole”.

Gli auspici di Bussetti, le perplessità dell’Anp

Nel corso dell’evento è stato letto un messaggio del ministro all’Istruzione, Marco Bussetti, che ha sottolineato come quella della disoccupazione giovanile sia “una vera e propria emergenza in cui imprese e scuola devono essere alleate. Dobbiamo lavorare come istituzioni – ha fatto sapere il titolare del Miur – a favorire la connessione tra istruzione e mercato del lavoro per creare esperienze di primo piano e di qualità”.

In rappresentanza dei dirigenti scolastici, ha parlato Andrea Marchetti, dell’Associazione nazionale presidi, il quale ha espresso preoccupazione per la riforma sottolineando che “i finanziamenti per queste attività servono” e quindi non dovrebbero essere dimezzati, come invece indicato nel testo della manovra economica.

Cresce il numero di allievi e di aziende coinvolte

Durante l’evento, si è parlato anche della crescita esponenziale del numero di studenti delle scuole superiori che hanno vissuto un’esperienza di alternanza scuola-lavoro: erano 650 mila nell’anno scolastico 2015-2016 e sono saliti a 940 mila e poi a 1,5 milioni nei due anni seguenti. Si tratta quindi di oltre tre milioni di studenti coinvolti nel triennio 2015-2018, di cui circa la metà sono studenti liceali.

Lombardia, Campania e Lazio sono le prime tre regioni per numero di studenti in alternanza e assorbono rispettivamente il 15%, l’11% e 10% del numero complessivo.

Cresce anche il numero delle strutture coinvolte nei progetti di alternanza scuola – lavoro: dalle 151 mila del primo anno, alle 208 mila dell’anno scolastico 2016/2017, per un incremento del +38%, anche se il Nord è più virtuoso del Sud, dove ci sono meno imprese e i percorsi sono più difficoltosi.

Il decalogo degli studenti

Durante la giornata, alcuni studenti che hanno vissuto un’esperienza di alternanza in Nestlé, hanno presentato un decalogo delle richieste a istituzioni, aziende e scuole in materia di orientamento al lavoro, la Carta degli studenti sull’interazione scuola- azienda.

Gli allievi hanno confermato l’esigenza di essere coinvolti in programmi di orientamento di qualità e coerenti con il percorso scolastico, che possano essere utili nella prospettiva dell’ingresso nel mondo del lavoro.

Un’altra richiesta riguarda i tempi dell’esperienza, che deve durare al massimo due settimane per ogni anno scolastico, per un totale di 80 ore.

La richiesta, comunque, è stata in qualche modo assolta, visto che le soglie obbligatorie sono scese sotto le 200 ore complessive nel triennio: 80-90 ore obbligatorie di per i licei, 150 per i tecnici, 180 ore negli istituti professionali.

Molti studenti, invece, hanno chiesto un feedback sull’alternanza, attraverso una scheda di valutazione per tutor e azienda ospitante, per esporre eventuali lamentele e, se necessario, interrompere il percorso. Infine gli studenti auspicano un rimborso per le spese di trasporto e i pasti.

Il caso Nestlé

Infine, è stato comunicato che ben 1.500 studenti sotto i 30 anni sono stati assunti in uno dei 10 stabilimenti Nestlé in Italia o nella sede centrale dell’azienda ad Assago (Milano) tra il 2014 e il 2018, al termine di un percorso di orientamento al lavoro, come stage o apprendistato.

A questi, si aggiungono gli oltre 1.500 ragazzi che hanno svolto un’esperienza di alternanza scuola-lavoro. Secondo Giacomo Piantoni, direttore Risorse umane del gruppo Nestlé in Italia, i riscontri che arrivano dai ragazzi coinvolti “sono positivi e ci convincono che i percorsi di orientamento e inserimento devono essere migliorati ma non abbandonati, perché se sono fatti bene ne traggono vantaggio aziende, scuole, studenti”.

Quello che serve oggi “è una migliore interazione scuola e impresa, per dare vita a progetti formativi fatti su misura dei bisogni reali degli studenti”, ha concluso il direttore.

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