Quanto è importante mantenere l’abilità di scrivere su carta e penna nell’epoca dei social e dell’intelligenza artificiale? Il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta organizzando un convegno dal titolo “Libro, carta e penna. Il valore della lettura e della scrittura su carta nell’era dell’IA”.
A moderare l’incontro, che si svolgerà domani, 11 febbraio, dalle ore 11:00 presso la sede del MIM, sarà Andrea Cangini, Segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi per Studi di Politica, Economia e Storia e Direttore dell’Osservatorio Carta, Penna e Digitale.
Sono previsti contributi che spaziano dalla neurologia alla psicologia, fino alla comunicazione e alla linguistica. Parteciperanno Pierluigi Brustenghi, neurologo del Centro Polispecialistico Santa Lucia di Foligno, Paolo D’Achille, Presidente dell’Accademia della Crusca, Mauro Crippa, Direttore generale dell’informazione e della comunicazione Mediaset, e Marco Crepaldi, psicologo e Presidente dell’Associazione Hikikomori Italia.
Contestualmente all’evento, sono previsti laboratori didattici, pensati per approfondire in modo pratico i temi affrontati durante il convegno.
L’iniziativa sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube del MIM al link: https://www.youtube.com/live/1RTSnDYPR-M
Qualche mese fa abbiamo intervistato Pierluigi Brustenghi, neurologo e psicoterapeuta impegnato attivamente in centri medici ospedalieri umbri, che ha parlato dell’importanza della scrittura a mano a scuola. “Le tecnologie precocemente utilizzate e abusate – ha spiegato il medico – possano danneggiare le connessioni cerebrali. Oggi noi abbiamo dei bambini che già ad uno o due anni usano iPhone e tablet: questo altera le loro connessioni sinaptiche e stimola dei centri che sono molto istintuali e poco riflessivi: se questo abuso viene poi portato avanti dieci-venti anni, senza un controllo dell’adulto, i problemi possono essere notevoli”.
Secondo il medico, alla lunga quello che si produce, con segni evidenti nelle scuole superiori, sono “cali di attenzione, memorizzazione, pensiero critico, pensiero analitico e soprattutto di pazienza cognitiva, cioè i ragazzi non hanno più la pazienza di tollerare una difficoltà, amano subito andare a un risultato e spesso lo trovano nello schermo online. Il libro sarebbe per il cervello una bella medicina, perché ci sono molte aree diverse che si attivano e ciò che io apprendo sul cartaceo rimane più impresso”.