Prima ora | Notizie scuola del 28 maggio 2026

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Alunni con disabilità, ancora molte scuole con barriere architettoniche e docenti poco formati sulle tecnologie educative: dati ISTAT

L’inclusione scolastica non si misura solo attraverso il personale specializzato, ma passa inevitabilmente per la qualità degli spazi e degli strumenti messi a disposizione degli studenti. L’ultimo report ISTAT, riferito all’a.s. 2024/25, evidenzia come, nonostante i progressi tecnologici, la scuola italiana fatichi ancora ad abbattere le barriere architettoniche e sensoriali, con forti disparità tra le diverse aree del Paese.

Barriere architettoniche: un’accessibilità ancora parziale

Ad oggi, solo due scuole su cinque (il 40%) risultano pienamente accessibili dal punto di vista fisico per gli alunni con disabilità motoria. La situazione presenta un netto divario geografico: al Nord la quota di scuole a norma sale al 44%, mentre nel Mezzogiorno scende al 35%. Tra le regioni più virtuose spicca la Valle d’Aosta (64%), mentre Liguria e Campania registrano le percentuali più basse (rispettivamente 29% e 30%).

Le criticità più frequenti che limitano l’autonomia degli studenti includono:

  • Ascensori: il 50% delle scuole non dispone di un ascensore o ne ha uno non adatto al trasporto di persone con disabilità.
  • Servizi igienici e rampe: il 25% dei plessi ha bagni non a norma e una quota identica è sprovvista di rampe interne per superare i dislivelli.
  • Parcheggi: meno della metà delle scuole (44%) dispone di posti auto riservati alle persone con disabilità nelle vicinanze dell’edificio.

Ancora più critico è il quadro relativo alla disabilità sensoriale: solo il 16,5% delle scuole offre segnalazioni visive per studenti sordi, e appena l’1,2% dispone di mappe a rilievo o percorsi tattili per alunni ciechi o ipovedenti.

Postazioni informatiche sempre più presenti

Se le strutture fisiche faticano a rinnovarsi (solo il 12% delle scuole ha effettuato lavori di abbattimento barriere nell’ultimo anno), il fronte tecnologico mostra segnali di crescita. Il 76% delle scuole dispone di postazioni informatiche adattate alle esigenze degli studenti con disabilità.

Un dato particolarmente significativo riguarda l’integrazione: negli ultimi cinque anni, la quota di scuole che hanno posizionato queste postazioni direttamente in classe è passata dal 37% al 50%. Collocare la tecnologia nello spazio comune, anziché in aule isolate per il sostegno, è fondamentale per favorire la didattica condivisa e le relazioni tra pari. Tuttavia, il 19% delle scuole utilizza ancora le postazioni informatiche esclusivamente in aule dedicate al sostegno, limitando le occasioni di apprendimento con il resto della classe.

Il fabbisogno insoddisfatto e la carenza di ausili

Nonostante la diffusione della tecnologia, la dotazione attuale è spesso insufficiente. Il 65% delle scuole segnala la necessità di postazioni informatiche aggiuntive, un bisogno che si fa più acuto nel Mezzogiorno dove la quota sale al 75%.

Anche per quanto riguarda gli ausili didattici personalizzati, il fabbisogno non è pienamente coperto: il 31% degli studenti avrebbe bisogno di almeno un ausilio didattico di cui non dispone. Gli strumenti più richiesti sono i software per il potenziamento delle abilità di base (17%) e i sistemi informatici per la lettura e lo studio (14%). Curiosamente, il 14% degli alunni utilizza tablet o PC personali forniti direttamente dalla propria famiglia e non dall’istituto.

Formazione e competenze digitali

L’efficacia della tecnologia dipende dalla capacità degli insegnanti di utilizzarla. Tuttavia, la formazione specifica rimane un tallone d’Achille:

  • Solo nel 27% delle scuole tutti i docenti di sostegno hanno frequentato corsi sulle tecnologie educative.
  • Ancora più bassa è la percentuale per i docenti curricolari: solo nel 32% delle scuole tutti gli insegnanti di classe predispongono materiali didattici accessibili avvalendosi delle nuove tecnologie.

Senza un investimento massiccio sia nelle infrastrutture fisiche che nelle competenze digitali del corpo docente, il rischio è che le tecnologie rimangano strumenti potenziali ma non pienamente sfruttati per garantire una vera uguaglianza di opportunità a tutti gli studenti.

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