L’Emilia-Romagna ha presentato a Bruxelles, in un incontro al Parlamento europeo, il proprio modello di comunità educante fondato sull’integrazione tra scuola, territorio e famiglie. Al centro del confronto, la sperimentazione regionale dei nuovi servizi educativi nelle scuole primarie e l’esperienza della “scuola diffusa” nata a Reggio Emilia.
L’occasione è stata l’incontro dedicato alla “Roadmap for educational innovation through schools and communities in Europe”, promosso dal Comune di Reggio Emilia nell’ambito del progetto europeo “Widespread School”. A rappresentare la Regione, l’assessore Alessio Mammi, membro della commissione Sedec del Comitato europeo delle Regioni. Il cuore della proposta è “La scuola che riparte insieme”: nuove opportunità educative gratuite – laboratori culturali, sport, musica, teatro, creatività e attività outdoor – rivolte a bambine e bambini delle primarie dal 31 agosto al 14 settembre, prima del suono della prima campanella. Un investimento da 3 milioni di euro che coinvolgerà 42 Comuni delle aree Atuss, con l’obiettivo di raggiungere fino a 100mila bambini. Il progetto non tocca il calendario scolastico, ma punta ad ampliare le opportunità educative e sostenere le famiglie nella conciliazione tra tempi di vita e lavoro. Per il 2026 è inoltre previsto il lancio del portale digitale “Open Schools”, per mappare e rendere accessibili alle famiglie tutte le iniziative presenti sul territorio. L’obiettivo finale è rendere la misura strutturale e estesa a tutti i Comuni della regione.