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Approvato il piano per le sezioni-primavera

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Saranno almeno 1158 i progetti di sezioni primavera che a partire da settembre verranno attivati in altrettante scuole d’Italia. 
L’iniziativa consentirà di accogliere 15-20 mila bambini di età compresa fra i due e i tre anni in sezioni apposite, per il cui funzionamento vengono stanziati poco meno di 30milioni di euro (ma il Ministro Giuseppe Fioroni si è già impegnato a reperire altri 5milioni in modo da attivare 200 progetti che, pur meritevoli, non è stato per ora possibile finanziare per mancanza di fondi).
Alla resa dei conti in ogni regione sarà finanziato il 57% delle sezioni ammesse al contributo.
La parte del leone la fanno le scuole paritarie: sono infatti 665 (sul totale di 1158) le sezioni di scuola paritaria che otterranno il contributo.
Le scuole statali sono assai di meno(214) e ancora meno le scuole comunali (208); 71 infine saranno le sezioni annesse ad asili-nido convenzionati.
La distribuzione sul territorio nazionale è alquanto disomogenea, soprattutto se si considera l’ente gestore dell’attività.
In alcune regioni, per esempio, le sezioni statali rappresentano una percentuale del tutto residuale (Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria); poche sezioni-primavera comunali in Friuli, Veneto, Lazio , Campania, Puglia e Sicilia, mentre ci sono regioni come Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna in cui le scuole paritarie assorbono, da sole, il 60% del finanziamento; in Veneto, il record: si arriva all’80%.
Il Campania 3 sezioni su 4 saranno attivate presso scuole paritarie e siccome a questa regione è stato assegnato anche un contributo perequativo, il finanziamento per le paritarie (confessionali e non) arriva complessivamente a 3milioni e mezzo di euro, pari al 12% dell’intero fondo nazionale.
Gli 11 progetti della provincia autonoma di Bolzano sono tutti di scuole statali, mentre in Umbria, Toscana e Friuli si segnala la più alta percentuale di sezioni attivate presso asili-nido convenzionati.
Pochissimi, infine, i grandi Comuni assegnatari di finanziamenti: una decina di sezioni comunali verranno attivate a Milano, una mezza dozzina a Napoli e non più di 2 o 3 in altre città come Firenze, Roma e Verona.
La maggior parte delle sezioni comunali funzioneranno quindi in piccoli Comuni.