Ribolla è una frazione di Roccastrada, comune in provincia di Grosseto. Saranno in tutto 2500/3000 abitanti, eppure… Eppure Ribolla si è trasformato in una sorta di antesignano, un pioniere dell’architettura scolastica strettamente legata a un’idea precisa di didattica.
Come, infatti, riportato da Focus Scuola nasce in questa piccola frazione toscana il nuovo polo scolastico dell’Istituto Comprensivo “Pietro Leopoldo di Lorena Granduca di Toscana”, una scuola green e innovativa dove si pratica la cosiddetta didattica DADA.
Ma andiamo con ordine partendo dalla concezione architettonica dell’edificio che non ha nulla da invidiare agli istituti olandesi o, più in generale, del nord Europa: la struttura è interamente in legno X-Lam, un materiale sostenibile, antisismico – questa struttura in legno assorbe, infatti, le sollecitazioni verticali e orizzontali – e ad alte prestazioni energetiche. Un impianto fotovoltaico e un sistema di ventilazione meccanica controllata provvedono a garantire aria pulita e ambienti salubri.
Dal punto di vista pedagogico, gli spazi sono tematici, flessibili, pensati per modificarsi e i corridoi smettono di essere soltanto zone di passaggio, ma si trasformano in luoghi di incontro.
Il nuovo polo è stato presentato, lo scorso mese di marzo, a Didacta Italia 2025 come esempio virtuoso di scuola del futuro. A cambiare, concretamente, è anche e soprattutto la vita quotidiana di coloro che la scuola la abitano ogni giorno: insegnanti e studenti sperimentano, infatti, ogni giorno ambienti che stimolano il movimento, l’autonomia, la collaborazione.
Dicevamo, a questo proposito, che nel nuovo polo scolastico di Ribolla si adotta la metodologia DADA, acronimo che sta per Didattiche per Ambienti di Apprendimento. Ciò significa la possibilità di sviluppare tutte le metodologie didattiche in un ambiente di apprendimento che sia funzionale a questo. La caratteristica fondamentale delle scuole DADA – come si legge sul sito di cittadinazattiva.it – è l’applicazione di un nuovo modello organizzativo nel quale l’aula non è più assegnata alla classe ma è gestita dal dipartimento e assegnata ad uno o più insegnanti della stessa disciplina. Ci sarà, quindi, l’aula di matematica, l’aula di lettere, di scienze e così via. Questo favorisce l’adozione di modelli didattici funzionali a quei processi di insegnamento-apprendimento attivo che possano spingere gli studenti a diventare attori principali nella costruzione dei loro saperi. A ogni cambio d’ora, come del resto succede da tempo in altri sistemi scolastici europei, non saranno i docenti a cambiare aula ma gli alunni.
Intervistata da Focus Scuola, la dirigente dell’Istituto Comprensivo sottolinea come le aule-laboratorio mettano a disposizione arredi modulari, tanta strumentazione digitale e materiali utili ad ogni materia. Lo spazio a disposizione cambia continuamente, consentendo agli studenti di lavorare in gruppo, sperimentare, condividere e confrontarsi sotto la guida dei loro docenti. È proprio grazie alla nuova organizzazione degli spazi – continua la dirigente – che la scuola ha potuto adottare il modello pedagogico DADA, modificando così la didattica quotidiana. Gli studenti raggiungono le diverse aule secondo uno specifico calendario delle lezioni. I corridoi diventano luogo di incontro e conversazione, non solo di passaggio, per i ragazzi che si spostano.
La scuola di Ribolla – conclude la preside – è il simbolo di un territorio che crede nel futuro dei suoi giovani. È un segnale concreto che educare significa anche costruire luoghi belli, sani, che parlano di rispetto e speranza.