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Aggiornato il 15.01.2026
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Asili e infanzia, quando ad occuparsene erano gli aristocratici illuminati: Torino ricorda Giulia di Barolo, che quasi due secoli fa apriva scuole per i più i poveri

Reginaldo Palermo

Sabato 17 gennaio verrà inaugurato a Torino una statua bronzea dedicata alla marchesa Giulia Colbert Falletti di Barolo, il primo monumento che la città piemontese dedica a una donna.

Juliette Colbert (all’epoca di Luigi XIV il suo prozio era stato il notissimo Ministro delle Finanze Jean Baptiste Colbert, massima espressione delle teorie economiche mercantilistiche) era una nobildonna francese nata nella Vandea alla fine del 700, proprio negli anni in cui a Parigi iniziava la Rivoluzione.
A Parigi, la giovane marchesa conobbe il Marchese Carlo Tacredi Falletti di Barolo con cui si sposò trasferendosi poi a Torino.

Nella città sabauda la Marchesa Giulia si distinse come simbolo di un’aristocrazia illuminata e diventò ben presto protagonista di una straordinaria stagione di impegno sociale, civile ed educativo.
Giulia di Barolo fu instancabile promotrice di iniziative a favore delle fasce più fragili della società: donne in difficoltà, carcerate, ragazze indigenti. A loro dedicò istituzioni e strutture capaci non solo di offrire accoglienza, ma anche istruzione, dignità e una concreta prospettiva di futuro.

La statua in bronzo che viene inaugurata sabato 17 gennaio è stata realizzata dallo scultore Gabriele Garbolino Rù con la curatela artistica di Enrico Zanellati e raffigura la Marchesa mentre offre sostegno a una donna carcerata, un’immagine fortemente simbolica che richiama il suo impegno pionieristico a favore delle detenute.
L’inaugurazione del monumento darà il via a una serie di appuntamenti culturali che animeranno Palazzo Barolo nei giorni successivi.

Presso il Palazzo, infatti, hanno sede l’Opera Barolo e la Fondazione Tancredi di Barolo che proporranno attività didattiche e culturali rivolte a bambini, ragazzi e adulti, pensate per approfondire in particolare il ruolo di Giulia di Barolo in ambito educativo.
E si parlerà anche del libro “La Marchesa per la scuola e nella scuola – Giulia di Barolo e le sue attività educative (1821-1863)”, edito dalla Fondazione Tancredi di Barolo nel 2023.

Nel Palazzo ha sede anche il Museo della scuola istituito con lo scopo di far avvicinare i ragazzi di oggi alla realtà scolastica dell’Ottocento e del primo Novecento, valorizzando e facendo conoscere il patrimonio di testimonianze, materiali ed esperienze legate alla tradizione pedagogica della città di Torino e della Regione.
L’esposizione, collocata in un’ala di Palazzo Barolo, si sviluppa su quattro piani, attraverso un percorso suggestivo che comprende – tra l’altro – l’Aula dei tempi di “Cuore”, gli Asili del primo Novecento, la Scuola per ridere, dove la storia della scuola e la storia del libro per l’infanzia si intrecciano con preziose testimonianze di interesse storico e artistico.

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