Home I lettori ci scrivono Assegnazione provvisoria sui posti sostegno in deroga. Alcune precisazioni

Assegnazione provvisoria sui posti sostegno in deroga. Alcune precisazioni

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Mi chiamo Giuseppina Sapone e sono un’insegnante di scuola primaria, area sostegno; faccio parte di un’associazione di tutela dei diplomati magistrale e di una sigla sindacale di base. Vi scrivo per rispondere ad un articolo su “Il Fatto Quotidiano.it”  nel quale si riporta la seguente frase: “Una soluzione sulla quale va prestata attenzione anche secondo i vertici della Ledha, la Lega per i diritti delle persone con disabilità: “Se queste persone vanno a prendere il posto di insegnanti specializzati allora la toppa è peggio del buco; se invece questi posti sarebbero stati coperti da persone senza il titolo allora non cambia molto”.

 

Ecco, da docente ed ex precaria vorrei fare presente ai vertici della Ledha che per anni, e lo dovreste sapere bene, il sostegno è stato usato come trampolino di lancio per ottenere il ruolo; pratica iniqua e da sempre contrastata a livello pedagogico, deontologico e anche legislativo. Adesso invece il Governo, per ovviare alle storture della L.107, propone con disinvoltura di usare il sostegno come mezzo per ottenere l’assegnazione provvisoria e quindi procrastinare la partenza di quei docenti assegnati a sedi lontane dal misterioso algoritmo della mobilità. Non ci avete pensato? Perchè mettere al fianco dei bambini/ragazzi disabili delle professionalità che magari non vogliono starci, e ci stanno solo per non dover andare via dalla propria regione? Volete passare quindi per coloro che hanno avallato l’uso strumentale del sostegno nel momento in cui il governo, per rimediare ai danni fatti, dice che adesso sì, si può fare?

 

 

Inoltre, non esiste nella scuola solo il personale di ruolo, ma anche quello precario, quello che è stato escluso dall’accesso al ruolo oppure ha scelto di non accedere, perchè consapevole delle negatività della L. 107. Questo personale docente per decenni ha sostenuto l’andamento della scuola italiana, lavorando fianco a fianco coi disabili e tentando di specializzarsi attraverso i costosi corsi di specializzazione attivati nelle Università. Questo personale si trova quest’anno nelle condizioni di veder drasticamente limitati i posti che annualmente ricopriva, perchè saranno dati in assegnazione provvisoria a docenti altrettanto privi di titolo, ma arruolati nel bel modo che sappiamo, dalla Buona Scuola. Buona Scuola che ha giurato di eliminare la supplentite, e la sta eliminando in verità, ma non con un piano equo di assunzioni, bensì con l’eliminazione quasi fisica dei precari, e direi anche con lo scoraggiamento dell’accesso alla professione, alla mobilità e adesso anche col soffocamento di ogni entusiasmo e gioia di lavorare nei docenti.

 

Vi prego quindi di riflettere su quanto da me espresso e di modificare il vostro pensiero sulla questione! Non è vero che “non cambia molto”…cambia eccome!