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15.06.2026

C’è chi rimpiange i tempi in cui si facevano gli esami anche in seconda “elementare” e in quinta “ginnasio”; e quando c’era l’esame d’ammissione per le medie. Ma siamo sicuri che questo fosse un segnale di “serietà”?

In tutto il percorso scolastico, gli studenti del nuovo millennio sostengono al più due esami: uno al termine della classe terza della secondaria di primo grado e uno alla fine dell’intero percorso, esame che da quest’anno è denominato nuovamente “Maturità”.
Ed è forse anche per questo motivo che il generale Vannacci (ma non solo lui, per la verità) vorrebbe tornare indietro di qualche decennio, quando gli esami erano ben più di due.

Esami in terza elementare, e poi in seconda



Fino al 1956/57 un primo esame si sosteneva al termine della terza elementare (come allora si chiamava la primaria).
Proprio quell’anno, però, anche a seguito dell’entrata in vigore di “Nuovi programmi” firmati dal ministro Giuseppe Ermini, venne approvata una legge che suddivideva i 5 anni delle elementari in due cicli; il primo si concludeva in seconda, con un esame.
Ovviamente sparì l’esame di terza ma rimase quello più importante di fine quinta.
A quel punto però, chi intendeva frequentare la scuola media (quella con il latino, per intenderci) doveva sostenere un esame di ammissione, esame che non era previsto per chi invece proseguiva nei corsi di avviamento.
Nel 1961, però, anche questo sbarramento, che non era affatto un pro forma ma era realmente selettivo, venne eliminato anche in vista della ormai imminente riforma della scuola media unica ler cui prime classi presero avvio nell’ottobre del 1963.
Rimaneva però l’esame di quinta elementare.

Esame anche in quinta ginnasio

Per gli studenti del liceo c’era anche un altro ostacolo, niente affatto simbolico, e cioè l’esame al termine della quinta ginnasiale.
Questo esame resto in vigore fino all’anno scolastico 1967/1968 e si svolgeva davanti ad una commissione prevalentemente esterna.
Nel gennaio ’69, nel pieno della contestazione studentesca, il Governo approva un decreto legge che abolisce l’esame di V ginnasio.
Intanto, però, continuavano a fare vittime gli esami riparazione a settembre che vennero aboliti nel 1995 da una legge voluta dal ministro D’Onofrio e sostituiti con il meccanismo dei debiti formativi.

Ultimo esame a scomparire, quello di quinta “elementare”


Regge ancora per qualche anno, curiosamente, l’esame di quinta elementare aboliti a partire dal 2004/2005 con l’entrata in vigore della legge Moratti.
Per eliminare l’esame (che era formalmente un “esame di Stato” e quindi espressamente previsto dalla Costituzione) si fece ricorso ad una soluzione indiretta: si stabilì dal primo anno della primaria al terzo della secondaria di primo grado si parlasse di un unico ciclo (il primo per l’appunto).
In questo modo si potè eliminare l’esame di V elementare (come allora ancora di chiamava) e fissare al terzo anno della secondaria di primo grado l’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione.
Nell’arco mezzo secolo il meccanismo degli esami cambia anche se restano fermi i due esami di Stato al termine del secondaria di primo grado e alla fine dell’intero percorso.
Ed è anche per questo che secondo Vannacci (e molti altri con lui) la qualità della scuola italiana sarebbe calata.
Ma per la verità non esistono studi o ricerche che dimostrino questa tesi in modo inoppugnabile.

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