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Assegnazioni provvisorie, Malpezzi: “Riconfermare gli specializzati sul sostegno nelle stesse scuole dello scorso anno”

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Le assegnazioni provvisorie 2018 si svolgeranno fra mille polemiche. Infatti, è stata aggiunta un’ulteriore fase per permettere ai docenti, sprovvisti di titolo di specializzazione sul sostegno di poter ottenere, in subordine ed in via derogatoria e straordinaria, il ricongiungimento per un anno anche su un posto di sostegno (art. 7 co. 16), purché detto personale stia per concludere il corso di specializzazione su sostegno o abbia svolto almeno un anno di insegnamento su posto di sostegno anche con un contratto a tempo determinato.

Abbiamo riportato la posizione contraria del MiSos sul tema, con il presidente Ernesto Ciraci che chiede tutele per i docenti precari specializzati.

Malpezzi: riconfermare i docenti dello scorso anno

Tramite un post dal proprio profilo Facebook, la senatrice del partito democratico Simona Malpezzi, annuncia di aver presentato un’interrogazione urgente al Ministro Bussetti sul tema delle assegnazioni provvisorie sui posti di sostegno: “In un Paese come il nostro che, in materia di inclusione, ha un quadro legislativo così evoluto e chiaro, scrive Malpezzi, il sostegno ai bambini e ragazzi con disabilità presenta alcuni problemi; uno di questi riguarda l’assegnazione di posti di sostegno affidati a personale ‘non specializzato’ che non possiede alcuna formazione specifica per i fruitori finali del servizio e che svilisce -contemporaneamente- il ruolo e le finalità sociali e formative dei docenti di sostegno. In tal senso, l’intesa siglata il 28 giugno tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e le Organizzazioni Sindacali sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale della scuola, peggiora il quadro”.

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Per la senatrice dem infatti, la decisione di assegnare i posti di sostegno ai docenti senza titolo “impedirà a molti bambini e ragazzi di avere in classe l’insegnante di sostegno dell’anno precedente che verrà sostituito da un altro, pregiudicando seriamente la continuità didattica, che, lo ricordo, dovrebbe comunque riguardare tutta la classe e non il singolo docente”.

Da qui, la proposta al Ministro, di riconfermare sugli stessi posti di sostegno i docenti specializzati, al fine di mantenere la continuità didattica e un alto standard qualitativo dell’insegnamento.

Il ds, su richiesta della famiglia può riconfermare l’insegnante di sostegno

La senatrice inoltre chiede al Ministro se “non intenda emanare con urgenza il regolamento applicativo dell’articolo 14 comma 3 del DL 66/2017 con cui si prevede che, al fine di agevolare la continuità educativa e didattica, il dirigente scolastico, su richiesta della famiglia e valutato l’interesse per l’alunno, possa confermare il supplente per l’anno scolastico successivo, fermo restando la disponibilità di posti per le operazioni riguardanti il personale a tempo indeterminato”.

Ma c’è un problema: non si specifica se il docente da riconfermare sia specializzato o meno

Tale regolamento richiamato, tuttavia, andrebbe a configgere con le intenzioni iniziali della stessa Malpezzi: infatti, il dl 66/2017, all‘articolo 14, presenta una sorta di forma aleatoria. Al punto in cui si dice che “ai docenti con contratto a tempo determinato per i posti di sostegno didattico possono essere proposti, non prima dell’avvio delle lezioni, ulteriori contratti a tempo determinato“,  non viene specificato se i destinatari debbano essere i docenti provvisti di titolo di specializzazione o meno, norma che si pone in chiara contraddizione con l’articolo 14 comma 6 della legge 104/92  “l’utilizzazione in posti di sostegno di docenti privi dei prescritti titoli di specializzazione è consentita unicamente qualora manchino docenti di ruolo o non di ruolo specializzati”.