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Assemblee studentesche, il limite delle due ore vale anche per quelle di istituto?

Lara La Gatta

Le assemblee di classe e di istituto rappresentano uno dei momenti più importanti della vita democratica nelle scuole superiori. Non sono semplici occasioni di “sospensione delle lezioni”, ma spazi riconosciuti dalla legge in cui gli studenti possono confrontarsi, discutere dei problemi della scuola e della società, formulare proposte e partecipare in modo attivo alla vita dell’istituto.

A ribadirlo è lo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 249/1998, come modificato dal DPR 134/2025), che all’articolo 2 afferma chiaramente che la scuola deve garantire e disciplinare nel proprio regolamento il diritto di riunione e di assemblea degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto.

Ma è soprattutto il Testo Unico della scuola (D.Lgs. 297/1994) a stabilire regole precise su tempi, modalità e limiti delle assemblee.

Cosa sono le assemblee studentesche

Secondo l’articolo 13 del Testo Unico, le assemblee studentesche:

  • sono occasioni di partecipazione democratica;
  • servono all’approfondimento dei problemi della scuola e della società;
  • contribuiscono alla formazione culturale e civile degli studenti.

Le assemblee possono essere:

  • di classe
  • di istituto (eventualmente articolate per classi parallele se gli spazi non lo consentono)

Ogni istituto può svolgere:

  • una assemblea di istituto al mese, per la durata delle ore di lezione di un’intera giornata scolastica;
  • una assemblea di classe al mese, per un massimo di due ore di lezione.

È inoltre possibile organizzare un’ulteriore assemblea mensile fuori dall’orario delle lezioni, se la scuola mette a disposizione i locali.

Alle assemblee di istituto svolte durante l’orario delle lezioni, ed in numero non superiore a quattro, può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli argomenti da inserire nell’ordine del giorno. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal consiglio d’istituto.

Limiti alle assemblee

L’assemblea di classe non può essere tenuta sempre lo stesso giorno della settimana durante l’anno scolastico.

Tutte le assemblee non possono aver luogo nel mese conclusivo delle lezioni.

Vigilanza

All’assemblea di classe o di istituto possono assistere, oltre al preside od un suo delegato, i docenti che lo desiderino. Non c’è quindi alcun obbligo di vigilanza da parte dei docenti.

Chi convoca l’assemblea di istituto

L’assemblea di istituto può essere convocata dalla maggioranza del comitato studentesco oppure su richiesta del 10% degli studenti

La data e l’ordine del giorno devono essere comunicati preventivamente al dirigente scolastico, che può intervenire solo in caso di violazioni del regolamento o di impossibilità di svolgimento ordinato dell’assemblea.

Il problema: quando il dirigente limita l’assemblea

In molte scuole capita che il dirigente scolastico conceda l’assemblea di istituto solo per poche ore, ad esempio due o tre, invece che per l’intera giornata di lezione.

Questa prassi è illegittima, perché l’articolo 13, comma 6, del D.Lgs. 297/1994 è molto chiaro:

È consentito lo svolgimento di una assemblea di istituto […] al mese nel limite […] delle ore di lezione di una giornata […]“.

Questo significa che l’assemblea può occupare tutte le ore di lezione previste in quella giornata, non solo una parte.

Cosa possono fare gli studenti se l’assemblea viene limitata

Se il dirigente scolastico concede l’assemblea solo per poche ore, gli studenti hanno diversi strumenti per far valere i propri diritti:

Richiamare formalmente la legge

Il comitato studentesco o i rappresentanti possono presentare una richiesta scritta al dirigente, citando:

  • l’art. 13, comma 6 del D.Lgs. 297/1994
  • l’art. 2 dello Statuto degli studenti (DPR 249/1998)

chiedendo che l’assemblea venga riconosciuta per l’intera giornata. In caso di diniego, il Dirigente deve motivare adeguatamente la decisione.

Coinvolgere il Consiglio d’Istituto

Il comitato studentesco può allora:

  • formulare una proposta o un parere al Consiglio d’Istituto
  • chiedere che venga rispettata la normativa vigente nel regolamento interno della scuola.

Il Consiglio d’Istituto ha infatti il compito di approvare il regolamento di istituto e di vigilare sul rispetto dei diritti degli studenti.

Verificare il regolamento di istituto

Ogni scuola deve disciplinare le assemblee nel proprio regolamento, ma non può restringere un diritto previsto dalla legge nazionale. Se il regolamento limita l’assemblea a poche ore, quella norma è illegittima e può essere contestata.

Un diritto da difendere

Le assemblee non sono una concessione del dirigente scolastico, ma un diritto riconosciuto dalla legge dello Stato.
Difenderle significa difendere la partecipazione democratica, il confronto delle idee e il ruolo attivo degli studenti nella comunità scolastica.

In un momento storico in cui si parla molto di cittadinanza attiva e di educazione civica, le assemblee restano uno degli strumenti più concreti per imparare la democrazia praticandola ogni mese, tra i banchi di scuola.

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