Home Precari Assunzioni, “il Miur con colpevole ritardo cerca di fare chiarezza”

Assunzioni, “il Miur con colpevole ritardo cerca di fare chiarezza”

CONDIVIDI

Con l’avvio della procedura di presentazione delle domande, il Miur,  con la pubblicazione di una serie di Faq cerca, finalmente, di fare un minimo di chiarezzache riguarda semplicemente le procedure per fare domanda.

Quella che vediamo in atto – spiega il segretario generale della Uil Scuola, Pino Turi, è una procedura che, proprio come una lotteria, lascia le persone ‘in sospeso’.
Si prende il biglietto ma fino all’ultimo non si sa quale è il risultato.
Il punto è che non siamo a caccia di numeri. Siamo di fronte a persone, preoccupate, che hanno tutto il diritto di conoscere che cosa accadrà loro concretamente.

Icotea

La domanda più ricorrente giunta in questi giorni nelle segreterie territoriali della Uil Scuola, è stata: “che succede a chi, inserito nelle GAE, non presenta domanda di partecipazione alla procedura nazionale?”

La Uil Scuola, da subito e per prima, ha dato una risposta certa sulla base di quanto previsto dalla Legge 107/15: “chi non presenta domanda resta inserito a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento”.

Oggi – spiega Pino Turi – il ministero, rimasto in silenzio per giorni, mentre cerca di fare chiarezza su questo aspetto, mantiene ancora un livello di ambiguità che proprio non aiuta le persone.

Abbiamo letto bene le Faq pubblicate – aggiunge Turi –  nella n. 10 si afferma che: se un docente non presenta domanda di partecipazione alle fasi b) e c) del piano assunzionale non potrà partecipare al piano straordinario di assunzioni e rimarrà iscritto nelle graduatorie fino alla loro soppressione.

E’ mai possibile che delle Faq del Miur vadano a sovrapporsi ad una legge, appena approvata, che al comma 105 prevede chiaramente che, “a decorrere dal 1 settembre 2015, le GAE, se esaurite, perdono efficacia ai fini dell’assunzione con contratti di qualsiasi tipo e durata”.

Il dettato di legge appare chiaro, le GAE si esauriscono solo quando tutti coloro che sono inseriti a pieno titolo sono immessi in ruolo. Ma – ora ci chiediamo – il Miur lo sa?