Il Presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, riporta il Fatto Quotidiano, ha dichiarato in un video che a Milano aumentano i giovani adulti condannati per reati di violenza di genere, ovvero nel 2024 la fascia tra i 18 e i 41 anni rappresentava il 58 per cento del totale degli autori di questo tipo di reati, nel 2025 si è saliti al 62 per cento.
Che significato dare a questi numeri?
“Significa che la cultura patriarcale viene trasmessa anche alle nuove generazioni e che anche i giovani uomini adulti tendono ad esercitare un rapporto di forza nei confronti della donna che richiama alla cultura patriarcale”.
E ancora una volta, secondo la presidente e coordinatrice del gruppo di lavoro sulla violenza di genere, la cura deve partire dalle scuole, considerato pure, come più volte è stato ripetuto, che le aule rappresentano una sorta di filtro attraverso il quale tutti passano e dunque, se ben tenuto e curato, può rappresentare un formidabile canale educativo: “Bisogna lavorare sulla figura di adulti che abbiano una funzione educativa esterna alla famiglia e che possano porsi come punti di riferimento culturale e di orientamento al rispetto reciproco con un senso istituzionale riconosciuto. La prevenzione non può provenire dalla famiglia perché sono reati che maturano all’interno della famiglia dunque non si può pensare che il nucleo famigliare sia il luogo dove il problema si risolve”.
Anche il presidente Roia d’accordo su questo versante, che aggiunge: “Sono favorevole all’introduzione di corsi strutturati a livello scolastico che insegnino l’educazione al rispetto e alla diversità di genere perché qui parliamo di reati che vengono commessi non per una forma di disagio psichico ma per una forma di distorsione culturale perché evidentemente anche nei giovani adulti permane un retaggio patriarcale”.