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Aggiornato il 27.01.2026
alle 17:27

Azione studentesca contro il programma di educazione civica dell’istituto Livi di Prato. Parla la preside [INTERVISTA]

Reginaldo Palermo

L’iniziativa di Azione studentesca tesa a “stanare” docenti “di sinistra” nelle scuole italiane non risparmia neppure Prato, città insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per il suo ruolo nella Resistenza italiana.
Nella città toscana (200mila abitanti) l’organizzazione studentesca è intervenuta per polemizzare duramente contro un programma di attività di educazione civica promosso nell’Istituto superiore Livi.
Dirigente scolastica e docenti vengono accusati di aver realizzato un programma troppo “di sinistra” e quindi in contrasto con i principi di imparzialità e obiettività che dovrebbero informare tutte le attività scolastiche.
Siamo rimasti molto sorpresi da questa accusa” ci spiega al telefono la dirigente scolastica Mariagrazia Ciambellotti che aggiunge: “Pensi che lo scorso anno, in occasione delle elezioni comunali, gli studenti avevano proposto di organizzare a scuola un incontro con tutti i candidati sindaci in modo da poter conoscere meglio i programmi di tutti con particolare riguardo ai problemi della scuola e dei giovani. L’iniziativa aveva riscosso un grande interesse e da tutte le parti ci erano stati fatti i complimenti. Segno che ben sappiamo che la scuola deve essere plurale e aperta a tutte le posizioni”.
“La nostra città –
prosegue la dirigente – ha una storia antifascista importante, siamo gemellati con Ebensee, la città austriaca dove tanti operai pratesi erano stati deportati dopo lo sciopero del marzo 1944. E molti di loro conclusero la loro vita nell’orrore di Mauthausen”.
E conclude: “Se si parla di partiti e di posizioni politiche è assolutamente doveroso essere imparziali, ci mancherebbe altro. Ma se parliamo dei valori che sono alla base della Costituzione e della nostra storia, il discorso cambia. E questo vale per molti altri temi: per esempio, se parliamo di femminicidio o di violenza di genere non possiamo certamente dare spazio a chi sostiene posizioni patriarcali o di supremazia del genere maschile su quello femminile”.

Non potevano mancare dichiarazioni anche della politica locale
Come riporta il Corriere Pratese il segretario dei Giovani Democratici di Prato Niccolò Ghelardini è intervenuto con parole nette:  “Nel mirino di questa iniziativa squadrista è finito l’Istituto Carlo Livi di Prato, accusato di ‘fare propaganda’ solo per aver svolto lezioni di educazione civica sull’antifascismo. Un’accusa assurda e pericolosa, che nasconde un chiaro tentativo di intimidire chi ogni giorno lavora nella scuola pubblica. Colpire un istituto significa lanciare un messaggio a tutte le scuole: tacete o sarete i prossimi. È un metodo inaccettabile, estraneo a qualsiasi confronto democratico, che richiama pratiche che pensavamo consegnate alla storia”.

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