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Lo strano e difficile rapporto Azzolina-Bruschi al MI

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Incuriosisce e non poco il commento del giornalista Corrado Zunino de la Repubblica fatto sotto un post Facebook pubblicato da Amanda Ferrario consulente della Ministra dell’Istruzione. Zunino spiega la situazione interna al Ministero e il complicato binomio costituito dal capo dipartimento Bruschi e la Ministra Lucia Azzolina.

Ministra senza visione tratta i sindacati in modo thatcheriano

Il post Facebook della Dirigente scolastica Amanda Ferrario difendeva l’operato de Capo dipartimento Marco Bruschi e attaccava il Presidente di ANP Antonello Giannelli. Il giornalista Zunino, esperto di questioni scolastiche, commenta il post della Preside Ferrario scrivendo: ” Il dottor Marco Max Bruschi, tutor dell’aspirante preside Lucia Azzolina, è il primo che non fa il suo dovere, lo piega, come già con Gelmini, a una logica reazionaria “tu sì tu no” che non è nello spirito né nella storia della scuola italiana. L’uomo in sei mesi ha inalato una carica conflittuale e malevola nella pancia del ministero che il percolato inquinerà il palazzo per mesi ancora, ha istigato una ministra senza una visione a trattare i sindacati ‘in modo thatcheriano’ (parole sue), ‘tu sei troppo morbida’ “.

Ministra inadeguata e la cultura del sospetto

Zunino rincara la dose continando a scrivere sul rapporto tra Bruschi e Azzolina: “Ha scritto, e quindi riscritto, quasi tutte le ordinanze importanti, ché non stavano in piedi. Ha fatto crescere in una ministra tragicamente inadeguata la cultura del sospetto verso tutti quelli che – interni ed esterni – non abbracciavano un’amministrazione ispirata al suo punto di vista (un punto di vista che, nei fatti, si è dimostrato in continuo ritardo, impreparato). L’ultima nota, dai toni risorgimentali, non è né utile né di buonsenso. Esalta la centralità del dirigente scolastico dimenticando il ruolo (e le giustificate paure) di 800.000 protagonisti della scuola del Paese. In una nota pubblica scritta in un momento drammatico per tutti è riuscito a buttare veleno su chi fa informazione con le fonti e la schiena dritta. Non si era mai visto un abuso così scalcinato e prepotente. Anche il Cts, che si è mosso in buona fede, si è accorto che il verbale “meno di un metro” è sfuggito di mano, è un atto pericoloso per la scuola e la salute e, nato per aiutare le politiche fallimentari del duo improbabile, Azz-Bru, ha finito per essere l’ultimo elemento destabilizzante di questi sei mesi disastrosi.

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L’importanza dell’assumersi la responsabilità

Il giornalista de La Repubblica chiude il suo intervento scrivendo: “E no, gentile preside Ferrario, i richiami all’unità che la ministra fa a ogni trasmissione senza contraddittorio – si premura ogni volta di gestire le presenze – sono un vuoto appello per allontanare da sé e da Richelieu ogni responsabilità (prendersi le responsabilità è il cuore della politica e della buona amministrazione). La scuola ce la farà, lo credo. Riuscirà anche a recuperare, nel tempo, con fatica, gli strappi, i ritardi, le vere e proprie scemenze imposte dall’alto. Lo farà grazie a quegli ottocentomila, a dirigenti come lei e come Giannelli, a un corpo sano di studenti e famiglie consapevoli. Le ferite resteranno, i ritardi avranno prodotto guasti e la scuola – impegnata ma non sempre coraggiosa – uscita dalla bufera dovrà chiedere conto di tanta incapacità, tanta arroganza, tanta avventatezza”.

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