Un Its toscano è finito in una bufera. Il motivo? L’idea di creare un bagno “gender neutral”, tra il serio e il faceto. Si tratta di un bagno aperto a qualunque genere, come specificato nella porta, che riporta undici generi, tra il serio e il faceto.
Come riporta La Repubblica, è indicato simbolo dell’omino, quello della donna, quello della persona con disabilità e poi altri loghi ironici come Batman, un alieno, una sirena.
Fabrizio Rossi, parlamentare di Fratelli d’Italia, ha scritto su Facebook citando Leopardi: “Direbbe il poeta ‘non so se il riso o la pietà prevale’”. Al suo post sono arrivati tanti commenti, molti dei quali di sdegno per la gender neutral toilet.
Francesco Limatola, presidente della provincia di Grosseto e sindaco di Roccastrada in quota centrosinistra, ha risposto sempre sui social: “Rossi dovrebbe preoccuparsi un po’ di più di dare risposte ai territori e un po’ meno di inseguire un maldestro tentativo di fare il fenomeno sui social. Trovo davvero fuori luogo fare ironia. L’inclusione non è uno slogan buono per i convegni. È cultura del rispetto. Ridicolizzare tutto questo per una polemica social significa mandare un messaggio sbagliato, soprattutto ai più giovani”.
Il ‘problema’ dei bagni ha visto coinvolta anche l’assessora regionale Alessandra Nardini, che ha detto la sua andando contro Rossi: “Discriminare è il punto numero uno del programma politico della destra ma non glielo consentiremo. Coloreremo Grosseto e la Maremma con i colori dell’arcobaleno, se ne faccia una ragione Fabrizio Rossi”. Il riferimento è al Pride del 13 giugno.
In questi ultimi anni alcuni licei e atenei hanno adottato l’uso dei bagni gender neutral per sostenere gli studenti che non si riconoscono in nessun genere.
A tal proposito, una dirigente di una scuola toscana aveva affermato: “Ci sono sembrati maturi i tempi per dotare le sedi di ’bagni neutri’ senza indicare il genere degli utenti, perciò possono usufruirne sia maschi sia femmine. La porta di queste toilette si distingue dalle altre perché ha una targa con scritto solo ’bagno’ e sotto c’è un arcobaleno. Ha realizzato il logo un ragazzo della scuola”.
Ad aderire sono stati anche la Bocconi di Milano, il liceo artistico di Brera, il Vittorini, ma anche il Politecnico di Torino, il liceo artistico Cassinari di Piacenza e l’Accademia di Belle Arti di Catania.
Ma come vengono indicati? Si passa dai cartelli con le sagome unite di uomo e donna, all’aggiunta di una terza figura, come nel caso della Bocconi che ha usato un unicorno. In una scuola superiore di Washington hanno creato simpaticamente la “all gender toilet”.