Matteo Saudino, conosciuto sul web come Barbasophia, docente di storia e filosofia a Torino, ha rilasciato una intervista a La Repubblica in cui ha discusso di ciò che propone durante le lezioni ai suoi alunni. In particolare due sono gli argomenti a cui l’insegnante non ha mai soprasseduto.
“Da quando ho iniziato a insegnare, 25 anni fa, ho sempre tenuto a due cose da fare: l’Apologia di Socrate in terza e la Costituzione in quinta. Che sono poi i due pilastri su cui ho costruito anche la mia vita, come essere umano e come insegnante”, queste le sue parole.
“La Costituzione, a mio avviso, senza retorica, è il punto di arrivo dell’umanità. In questo contesto di frammentazione, di precarietà, di disorientamento, tornare alla Costituzione potrebbe essere un bel modo per provare a vivere insieme, per riscoprire la dimensione politica delle nostre vite”, ha aggiunto.
Ma parlare di Costituzione in classe è comune? O spesso non si arriva a questa parte di storia? Secondo un recente sondaggio condotto l’anno scorso da Skuola.net, ben il 51% dei maturandi italiani termina il percorso scolastico con una preparazione in storia che si arresta al secondo dopoguerra.
Il sondaggio, condotto su un campione di 1.000 studenti di quinto superiore, rivela che molti studenti preferirebbero evitare argomenti preistorici per concentrarsi su periodi più recenti e rilevanti. Solo il 25% degli intervistati ritiene fondamentale studiare il passato remoto per comprendere le radici della nostra società, mentre il 23% adotta un approccio individualista, preferendo approfondire autonomamente i periodi storici di interesse.
La questione si riflette nei racconti degli studenti stessi, molti dei quali hanno concluso l’anno scolastico senza affrontare ampie parti del programma di storia. Meno della metà degli studenti ha avuto un insegnante in grado di completare il programma previsto. Il 20% si è fermato tra gli anni ’60 e ’70, mentre il 29% ha concluso il Novecento. Gli altri, invece, hanno navigato in acque tempestose: il 29% si è fermato al secondo dopoguerra, il 14% tra le due guerre mondiali e l’8% ancora prima.
Tuttavia, una luce di speranza emerge per quei maturandi rimasti indietro. Alcuni docenti, infatti, hanno dedicato lezioni all’approfondimento di momenti chiave del recente passato o dell’attualità. Questa pratica ha coinvolto l’81% degli studenti, risultando utile soprattutto in vista dell’esame di maturità.