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Berlinguer:”I docenti saranno gli interpreti delle riforme”

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Nella seduta del 22 marzo il Ministro della Pubblica Istruzione, Luigi Berlinguer, ha risposto alle interrogazioni presentate dagli onorevoli Manzione (Udeur) e Acciarini (Ds) che vertevano, rispettivamente, sull’incremento dei livelli retributivi degli insegnanti  e sulla valorizzazione delle competenze del personale della scuola. Il titolare del dicastero di viale Trastevere si è soffermato sulle difficoltà incontrate nell’ affrontare la questione dei compensi “in un contesto di riduzione delle risorse a causa dei problemi della finanza pubblica e di una politica retributiva che nel passato era stata affrontata attraverso un livellamento delle retribuzioni, senza alcuna progressione, né automatica né qualitativa, di carriera, a differenza di altre professioni nel nostro Paese. Queste sono state le ragioni – ha detto Berlinguer – per le quali la condizione retributiva del corpo docente, in Italia, è rimasta inferiore rispetto alla media europea, più che all’inizio dello svolgimento dell’attività trentennale, o quarantennale, soprattutto nel corso e alla fine della stessa, quando è molto maggiore la differenza.
Per questo appiattimento della professione dei docenti ad un ruolo, per così dire, impiegatizio – ha concluso il Ministro – abbiamo avuto conseguenze di malessere nel mondo dei docenti”.
Per quanto concerne la questione della valorizzazione delle professionalità, il Ministro ha dichiarato  che essa “oggi è legata all’idea che occorre introdurre un principio nuovo, quello della carriera, non automatica, non di anzianità, ma di qualità: questo è l’unico modo di valorizzare la professione docente”.

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