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17.03.2026

Blanco torna a scuola: “Faccio lezioni individuali ogni giorno. Odio l’analisi logica”, le parole sul prof d’italiano

Il cantante Blanco, al secolo Riccardo Fabbriconi, 23 anni appena compiuti, ha deciso da poco di tornare tra i banchi. Lo ha rivelato a inizio anno, dicendo di aver iniziato scienze umane e di interessarsi allo studio del latino.

“La mia casa cresceva storta”

In una intervista pubblicata oggi, 17 marzo, su Vanity Fair, il cantante vincitore di Sanremo 2022 ha detto di più: “Faccio lezioni individuali quasi tutti i giorni. Amo Scienze umane ma detesto l’italiano. Ecco, il prof di italiano di sicuro leggerà l’intervista, quindi scrivi che l’italiano mi piace, ma non sopporto l’analisi logica. E poi mi piace leggere. Chiedo a molte persone che incontro di consigliarmi un libro”.

“Però sai che cos’è che mi piace di questo ritorno a scuola? È come se avessi voluto buttare giù la casa per ripartire dalle fondamenta. Perché adesso so come si costruisce. Prima la mia casa stava crescendo storta. Come una torre di Pisa. E mi appassiona la scienza. Gli scienziati sono i veri grandi artisti della Storia perché ogni volta devono distruggere qualcosa dato per sicuro per creare qualcosa che prima non esisteva. Mi piace credere nella scienza dei fatti, nella sicurezza di un’equazione che produce un risultato. Ho bisogno di questa sicurezza. Lasciatemela, vi prego. Almeno per questo periodo della mia vita”, ha concluso.

Le parole dette al docente di latino

“Parlavo con il professore del fatto che la lingua italiana cambia. Una volta la regola era italiano a tutti i costi, ora l’inglese si infila ovunque. Più avanti andremo, più finiremo per assomigliare a un modello unico. Le cose più piccole moriranno. È la stessa cosa nella musica. I Beatles saranno il latino: l’inizio, la base, la struttura di tutto”, ha aggiunto.

“Il Blanco di prima aveva senso di rivincita, voleva a tutti i costi dire: ‘Io esisto’. Ora è più: so che esisto e voglio essere la versione migliore di me. Devo studiare, capire, non standardizzarmi. E’ difficile ormai distinguere i diamanti dai pezzi di vetro, esce così tanta roba che forse potrei dirtelo tra dieci anni: è più difficile affezionarsi a quello che è attuale”, ha concluso.

Blanco e la distruzione della scenografia a Sanremo

Di Blanco abbiamo parlato molto nel 2023, dopo l’episodio della sua distruzione della scenografia composta da rose del palco di Sanremo dopo essersi infuriato a causa di un problema tecnico.

Il cantante è stato addirittura indagato dalla Procura di Imperia per danneggiamento aggravato, rischiando addirittura la reclusione. Ieri, 3 aprile, come riporta RaiNews, il Gip di Imperia ha “assolto” Blanco confermando la decisione della Procura e rigettando l’opposizione presentata dal Codacons, associazione dalla cui denuncia era nata l’indagine per danneggiamento.

A riflettere sull’accaduto all’indomani dei fatti è stata Ivana Barbacci, segretaria generale della Cisl Scuola, nel corso del format settimanale “Facciamo il punto”. “Piaccia o no, da anni all’evento ‘Festival di Sanremo’ si riconosce una portata educativa. Allora non è forse così fuori luogo ricordare uno dei principi basilari dell’educazione: si apprende ciò che si vede, prima ancora di ciò che ci viene detto. Chiediamoci quale messaggio trasmetta l’episodio di ieri. Proviamo magari a trasferirlo in un contesto scolastico”.

La Barbacci ha cercato di fare una riflessione abbastanza ampia, senza colpevolizzare il cantante, trasponendo l’episodio a livello generale: “Se Lionel Messi, per un brutto fallo, avesse dato in escandescenze simili, non se la sarebbe cavata così a buon mercato. Immagino un’espulsione e forse anche una squalifica. Non mi pare un gesto ‘trasgressivo’ e paragoni con esempi ‘dirompenti’ di grandi icone del rock mi sembrerebbero addirittura blasfemi. Qui parlerei solo di pessima gestione della rabbia da parte di un giovane sottoposto a forte pressione, e mi chiedo se non sia altrettanto discutibile la gestione che del caso è stata fatta dai responsabili dell’evento”, ha aggiunto.

“La mente va a tanti episodi, anche recenti, con cui ogni giorno chi lavora nella scuola si trova a fare i conti, e mi chiedo quale rinforzo l’azione educativa dei nostri insegnanti possa ricevere da quanto accaduto e trasmesso in Eurovisione”, ha concluso.

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