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Bocciato dal MEF un altro contratto integrativo

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Con una nota di due sole righe il MEF ha liquidato come illegittimo il CCNI sul conferimento e sul mutamento di incarico dei dirigenti scolastici sottoscritto il 5 giugno scorso fra il Miur e una parte dei sindacati dell’area V (Flc-Cgil, Uil-Scuola, CislScuola e Snals).
Questo il testo della nota: “Si restituisce l’ipotesi di contratto in oggetto in quanto l’argomento ivi trattato non è materia di contrattazione collettiva così come specificato all’art. 40 del D. lgs 165/2001”.
In pratica a maggio sindacati e Miur avevano aperto un tavolo di confronto sulla questione delle modalità di attribuzione degli incarichi a seguito delle operazioni di dimensionamento.
Alla fine era stato sottoscritto un contratto integrativo con cui si fissavano regole minuziose e precise sul conferimento degli incarichi che però la legge attribuisce ai direttore degli Uffici scolastici regionali.
Proprio per questo motivo l’Anp aveva deciso di non sottoscrivere l’accordo.
All’epoca, l’Anp aveva chiesto che venisse invece affrontata la questione dei compensi da attribuire ai dirigenti ai quali, a causa degli esuberi, fossero state assegnate due istituzioni scolastiche sottodimensionate.
L’Anp chiedeva che in questi casi venisse riconosciuto un compenso analogo a quello attribuito per le reggenze.
Dopo l’entrata in vigore del “decreto Brunetta” non è la prima volta che il MEF boccia un contratto integrativo ma, a quanto pare, le organizzazioni sindacati non intendono arrendersi.
Quest’estate il MEF aveva bloccato anche il CCNI sulla mobilità annuale del personale docente e Ata come peraltro era già avvenuto nel 2010.
Adesso – commenta l’Anp – spetta all’Amministrazione adottare i provvedimenti unilaterali di sua competenza e fornire l’informazione obbligatoria alla parte sindacale anche per quanto attiene all’attribuzione dei compensi previsti dal CCNL”.
“Da parte nostra 
– conclude il sindacato di Giorgio Rembado – continueremo a vigilare, a livello centrale e regionale, affinché siano salvaguardati i diritti dei dirigenti coinvolti nei processi di dimensionamento e di mobilità”.