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Bollini della spesa in cambio di computer per la scuola

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Il Giornale racconta che bastano 60 mila euro di spesa per donare alla scuola un pc, mentre per un monitor ne bastano 10 mila, ma per lavagna e proiettore si sale a oltre 150 mila euro e servono 330 mila euro per accaparrarsi una stampante super. In altre partole un bollino ogni dieci euro di spesa.
E così tutte le grandi aziende della grande distribuzione alimentare, soprattutto in vista del Natale, fanno offerte ammiccanti ai genitori per dotare le scuole di quelle strutture e di quelle necessità che lo Stato non riesce più a fornire.
Ma questo è il lato commerciale dell’affare, nessuno rega­la niente, soprattutto in tempi magri come questi. Resta però il fatto che alla fine, bisogna pur mangiare, e scegliere un super piuttosto che un altro fa la differenza: un genitore cerca sempre di dare una mano alla scuola frequentata dal proprio bambino soprattutto se si presenta a casa con una circolare della dirigente in cui si invita a fare la spesa in una determinata catena per sostenere la raccolta punti.
Se l’anno scorso l’iniziativa «Insieme per la scuola » aveva raccolto le adesioni di oltre 8500 scuole, quest’anno le iscrizioni hanno superato quota 9800, con un incremento del 14%. E alla fine sono stati consegnati oltre 17 mila premi a più di 450 mila scuole.
In media ogni istituto ha raccolto circa 11 mila buoni ma un Istituto Comprensivo con 1.800 alunni di scuola primaria e secondaria avrebbe sbaragliato ogni aspettativa con 185.600 buoni e la dirigente sorride soddisfatta perché ammette che l’iniziativa è stata molto fruttuosa, così come l’anno precedente.
In due anni la scuola avrebbe incassato 17 notebook, 11 pc, 10 monitor con webcam, 11 stampanti, quattro lavagne interattive, due videoproiettori, 12 tastiere con mouse oltre ad altro materiale informatico.
E al Mamiami di Roma vien lanciato il progetto “Dona un pc al Liceo Mamiani. Aiutaci a informatizzare tutte le aule”
Un progetto del Mamiami di Roma lanciato a fine estate dalla dirigente scolastica: “Abbiamo cercato di rendere partecipe l’utenza e tutti coloro che avrebbero potuto aiutarci nella ricerca di macchine informatiche”.
“La nostra iniziativa si colloca in una posizione diversa rispetto alla questione discussa e controversa delle sponsorizzazioni. Abbiamo chiesto, infatti, di portarci computer usati in buono stato per poter informatizzare tutte le nostre 45 aule. Alla raccolta hanno partecipato aziende, privati, genitori, ex studenti e in cambio non abbiamo promesso nulla, nessuna forma di pubblicità, solo una lettera di ringraziamento”.
“Tutto ciò che è sponsorizzazione è molto pericoloso. Il nostro liceo ha sempre avuto una posizione molto netta a riguardo. Certo, meglio usare i bollini per materiale scolastico invece di ordinare pentole che magari non servono nemmeno in casa. Questi metodi, però, non devono sollevare il pubblico dai propri doveri, devono rientrare nell’idea che bisogna collaborare tutti per il benessere della scuola pubblica. Lo Stato deve fare la sua parte, in particolare il Legislatore, legiferando in modo da non togliere fondi alla scuola pubblica”.