Home Attualità Bonus Cultura, così i giovani “truffano” lo Stato: “Noi non leggiamo”

Bonus Cultura, così i giovani “truffano” lo Stato: “Noi non leggiamo”

CONDIVIDI

La denuncia arriva da “La Repubblica”. Scoperto su Facebook un gruppo dedicato al commercio e allo scambio di testi usati.

 

Ecco come si svolge: “A chi è interessato vendo buoni rimanenti del Bonus Renzi a metà prezzo, per l’acquisto di libri sui siti Mondadori, Feltrinelli, Libraccio e Amazon”, scrive Alex su un gruppo Facebook dedicato al commercio e allo scambio di testi usati. L’accordo si chiude nelle chat private. “Scegli i titoli, mi fai la ricarica Postepay e quando arriva l’accredito ti faccio l’ordine”, è l’affare proposto da Gennaro su Messanger. E così, in pochi clic, i diciottenni svendono il Bonus cultura: 500 euro messi a disposizione dal governo Renzi per 600mila neomaggiorenni, da spendere in libri, musei, concerti e spettacoli teatrali.

 

A lanciare l’allarme sono gli amanti della lettura, che quotidianamente s’incontrano nei gruppi social per scambiare consigli e proporre offerte.

Truffare lo Stato è un gioco da diciottenni. Lo spiega bene Gennaro da Cosenza, contattato in chat dopo l’annuncio postato sul gruppo “Libri usati vendo – compro  – scambio”, che conta quasi 20mila iscritti. “Il meccanismo è semplicissimo – racconta l’affarista in erba – tu scegli i titoli su Amazon, dividi per due il prezzo, mi fai la ricarica Postepay e, arrivato l’accredito, ti faccio l’ordine: tempo due o tre giorni, e il libro è a casa”. A corredo della proposta, gli screenshot degli ordini già fatti per altri utenti. “A te conviene, perché compri a metà prezzo – incalza – e io ci guadagno, visto che non leggo”. E dunque il Bonus, se non monetizzato, andrebbe perso. Come giustificare la spedizione dei libri a persone terze, considerando che il Bonus è nominale? “E’ come se fossero regali”, sorride. “Ho molte richieste e ho a disposizione altri 410 euro di mio cugino”.

 

Come riuscirà a mettere un freno il Governo?