Home Attualità Borse di studio “Valeria Solesin”: per non dimenticare

Borse di studio “Valeria Solesin”: per non dimenticare

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Alla strage di Parigi l’Italia reagisce anche con segnali concreti e simbolici, tra questi un programma di borse di studio ‘Valeria Solesin’. “Una borsa che protegga dall’oblio quanto successo a Parigi e consenta ai migliori ricercatori nel campo della demografia – lo stesso di Valeria – di passare un anno di studi a Parigi ad approfondire i temi dell’immigrazione, dell’urbanizzazione e delle periferie”. 

Lo  ha detto la ministra dell’istruzione Stefania Giannini, nel corso di un incontro tra i ministri Ue. Giannini ha pure  individuato una strategia globale contro il terrorismo e la radicalizzazione in tre punti.

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“In un contesto eccezionale, serve la volontà di politiche europee eccezionali, come aprire Horizon 2020 alla ricerca su diversità e dialogo interreligioso, l’educazione civica europea obbligatoria e il recupero di ragazzi disagiati ed esclusi dalla scuola, anche usando risorse eccezionali.

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“La proposta italiana”, ha puntualizzato la ministra, “parte da un approccio concreto, condividiamo l’idea che ci debba essere, in un contesto eccezionale, volontà di politiche Ue eccezionali, la via della conoscenza, dell’istruzione superiore, un horizon 2020 che si apra anche a temi di ricerca sulla diversità, security, democrazia, dialogo interreligioso“.

Secondo, “la via dell’istruzione, e su questo abbiamo insistito sull’integrazione dei curricula a livello europeo, che metta l’educazione civica europea come un punto strutturale, non occasionale. A questo si deve abbinare la Schengen degli insegnanti, perché possano condividere esperienze continuamente”.

Terzo, “la via dell’uguaglianza, recuperando i ragazzi con un disagio sociale che spesso sono esclusi dall’istruzione“. Questo “ambizioso piano europeo”, deve condividere anche le risorse, “e quindi o risorse aggiuntive o che sfruttino le clausole di eccezionalità, perché siamo in condizioni eccezionali”.

Secondo la ministra occorre poi lavorare sul “recupero di chi ha un disagio sociale, non solo i ragazzi che appartengono alle comunità migranti ma anche a quelli europei che sono esclusi dall’accesso all’istruzione”. Per questo, insiste Giannini, serve “un ambizioso piano europeo che condivida anche le risorse: o risorse aggiuntive o risorse che sfruttino le clausole di eccezionalità perché siamo in condizioni eccezionali allora dobbiamo avere il coraggio di porre anche il tema di misure eccezionali”.

Infine Giannini ha proposto che il programma Horizon2020 si apra anche “a temi di riflessione e di ricerca in campo umanistico sulla diversità sulla sicurezza, sulla democrazia, sul dialogo interculturale e interreligioso”. Aspetto che manca completamente nel work programme di quest’anno ed è una occasione per rilanciarlo.