Sempre più adolescenti vivono in una condizione di isolamento, iperconnessione ed esposizione al rischio di cyberbullismo. Questo è il quadro delineato da due importanti studi pubblicati tra gennaio e febbraio 2025 dal gruppo di ricerca MUSA (Mutamenti Sociali, Valutazione e Metodi) del CNR-IRPPS, con il contributo di Antonio Tintori, Loredana Cerbara e Giulia Ciancimino.
Ne ha parlato lo stesso Tintori lunedì 3 novembre alla trasmissione Tutta la città ne parla su Radio Rai 3 dedicata alla violenza tra e negli adolescenti.
Il primo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature, si basa sui dati di due indagini trasversali condotte nel 2019 e nel 2022 su campioni nazionali rappresentativi di 3.273 e 4.288 adolescenti tra i 14 e i 19 anni. La ricerca evidenzia un trend preoccupante: il numero di ragazzi che non incontrano più i propri amici al di fuori dell’ambito scolastico è quasi raddoppiato dopo la pandemia da Covid-19.
Un secondo studio, dedicato al bullismo negli adolescenti (che si sofferma in modo particolare sulla categoria delle vittime/attori, ovvero delle vittime di bullismo che a loro volta diventano poi attori di atti di bullismo) analizza i fattori che influenzano la probabilità di diventare vittime o autori di episodi di cyberbullismo. Tra gli aspetti più rilevanti emergono il genere, l’età, la provenienza geografica, l’eccessiva connessione digitale e la scarsa fiducia negli adulti.
Nel corso della trasmissione su Radio 3 Antonio Tintori ha fornito altri dati davvero molto significativi. In sintesi:
Tutto questo ha una rilevanza davvero significativa nelle scene reali, per strada, dove siamo chiamati a cercare di capire e gestire emozioni di adolescenti cui nessuno ha dato ascolto (come ben sostiene da sempre Matteo Lancini) e a cui nessuno ha insegnato come interagire esprimento vissuti, desideri e emozioni senza ricorrere alla violenza. E in tutto ciò la scuola non può certo essere solo spettatrice.