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Buona Scuola: l’autocritica di Carlo Calenda

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Fanno autocritica gli esponenti del Pd sulla Buona Scuola. Carlo Calenda, già ministro allo sviluppo economico, a Capalbio Libri  2019 (XIII edizione)  in occasione della presentazione del suo libro “Orizzonte selvaggi. Capire la paura e ritrovare il coraggio”, casa editrice Feltrinelli, rispondendo, nella splendida cornice di Piazza Magenta davanti ad un numeroso e qualificato pubblico alle domande del giornalista di Repubblica Claudio Tito, ha riservato uno spazio al mondo della scuola.
Un tema, quello sulla formazione e sull’educazione delle giovani generazioni, che è stato al centro del suo intervento: “Se penso alla principale scommessa fallita (anche durante il nostro governo PD) è la buona scuola, perché oggi – ha affermato – è questo il tema che va affrontato prima ancora di promettere i tagli delle tasse. L’uomo ha paura del progresso e mentre questo fa passi da gigante il singolo si spaventa e si chiude in se stesso, proprio come fanno i politici. Anche se in passato abbiamo anche noi provato ad investire su una riforma scolastica non vi è dubbio che abbiamo fallito”.

Calenda ha fatto anche un riferimento ai recenti risultati delle prove standardizzate: “Anche i test Invalsi usciti da poco sono drammatici, ma ci sono delle proposte utili che andrebbero perseguite ed affrontate da subito, come il tempo pieno, alla quale molte famiglie, soprattutto nel Meridione, sono contrarie, continuando a lasciare abbandonati i propri figli al potere annichilante di un videogioco”.

Infine alla domanda del giornalista che gli ha chiesto se è ancora iscritto al PD, Calenda ha risposto: “La tessera ce l’ho, se la vuoi vedere, ma la strapperei subito se il Pd si alleasse coi 5 stelle che penso stiano distruggendo del tutto i valori della democrazia liberale e lo Stato di diritto”

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