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Prima ora - le notizie del 9 settembre

09.09.2026
Aggiornato alle 11:32

Caldo a scuola, a Pordenone malore per un docente. “Le aule diventano un forno, la biblioteca è una serra”

Paura per un docente di Pordenone, in Friuli Venezia-Giulia, che ha avuto un malore a scuola a causa del caldo intenso di questi giorni. A riportare la notizia è Il Gazzetino, secondo cui l’uomo si è sentito male “rendendo necessario l’arrivo dell’ambulanza”. Fortunatamente, chiarisce la testata, “non sarebbe stato nulla di grave e l’insegnante è tornato in servizio”. Un episodio che arriva mentre infuria il dibattito sulla possibilità di differire l’inizio delle lezioni al primo ottobre, anche a causa della mancanza dei condizionatori nella maggior parte degli istituti.

A provocare l’episodio di Pordenone, chiarisce Il Gazzettino, sarebbe stata anche la conformazione della scuola. “Le aule della parte est, circondate da vetrate, nel corso della mattinata diventano un forno. La biblioteca, totalmente finestrata, si ‘tramuta’ in una serra e ai prof – all’opera con le riunioni prima dell’inizio delle lezioni – non resta che munirsi di ventaglio (e pazienza) per fronteggiare la calura“. Non sarebbe la prima volta che dalla scuola arrivano segnalazioni di questo tipo. Una situazione che preoccupa “a pochi giorni dalla prima campanella prevista per lunedì 14 settembre”.

A tranquillizzare è il dirigente dell’istituto, che ha smentito malfunzionamenti nell’impianto di aerazione. “È stato spento per brevi momenti per i lavori nel cantiere vicino e forse si è potuto sentire un po’ di caldo”, ha commentato il preside al Gazzettino. “Ma è stato bloccato solo per il tempo necessario agli interventi. Lunedì sono stato lì per una riunione e non c’erano problemi”. Le attività dell’istituto, ha assicurato il dirigente, proseguono regolarmente. “Gli insegnanti hanno svolto i loro incontri. Auguro agli studenti, ai docenti e a tutto il personale scolastico un buon inizio d’anno”.

Ben diversa la posizione della Flc Cgil di Pordenone, che ha sottolineato la gravità del fenomeno del caldo e ricordato come il tema della mancata refrigerazione degli istituti riguardi il comparto istruzione. “C’è un problema strutturale nella scuola italiana, che non va affrontato in maniera propagandistica”, ha detto il sindacato, citato dalla testata. “Il caldo e il freddo sono un problema di salute pubblica per insegnanti e studenti. Chiederemo che i dirigenti premano per fare pressione sulle amministrazioni di qualsiasi colore politico”, è l’annuncio del sindacato. “Ne va della salute dei lavoratori”.

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