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Prima ora - le notizie del 9 settembre

09.09.2026

Immissioni in ruolo, docenti del Sud rinunciano alla cattedra al Nord: meglio la supplenza vicino casa. I motivi? Caro affitti e stipendi bassi

Altro che corsa al posto fisso: molti docenti stanno rinunciando ad insegnare al Nord. Le cause sono facilmente intuibili. Stipendi bassi e costo della vita alto, per non parlare del caro affitti. Non è molto sostenibile, in effetti, guadagnare 1.450-1.480 euro al mese e spenderne 500-700, o anche 1000, solo per l’affitto.

Come spiega Il Corriere della Sera, la stabilizzazione diventa, paradossalmente, meno conveniente della supplenza vicino casa. Circa 300 docenti hanno rinunciato all’immissione in ruolo in Toscana, altri 383 in Friuli Venezia Giulia. In Liguria sono stati coperti appena 562 dei 1.407 posti disponibili, mentre in Lombardia restano migliaia di cattedre scoperte.

I costi

A Firenze un monolocale costa in media circa 550 euro al mese. A Bergamo per un bilocale si possono spendere 700-800 euro, mentre una stanza in condivisione si aggira intorno ai 500 euro. A Milano i prezzi salgono ancora: per una singola in un appartamento condiviso si possono spendere 600-800 euro al mese, mentre un monolocale può arrivare a 780-1.000 euro, con differenze legate alla zona e alla vicinanza ai servizi e alla metropolitana. 

In centro, gli affitti partono da circa 1.300 euro e possono superare rapidamente i 2.000 euro. A Roma, infine, una stanza può costare circa 700 euro, mentre per un monolocale si arriva fino a 1.000 euro.

Le stime dei sindacati

Secondo le stime di Uil Scuola e Flc Cgil, con una retribuzione media di circa 1.450 euro al mese, un affitto di 550 euro assorbe già oltre un terzo dello stipendio. Per il personale Ata la quota può arrivare a sfiorare il 50% delle entrate. Se si aggiungono utenze, trasporti e carburante, il bilancio mensile può arrivare a chiudersi con un disavanzo di circa 190 euro. 

È anche per questo che alcuni insegnanti valutano destinazioni alternative, mentre altri ricorrono a soluzioni abitative sempre più difficili da sostenere: appartamenti condivisi, stanze doppie e sistemazioni che ricordano più gli anni dell’università che l’inizio di una carriera professionale.

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