Sta facendo discutere in questi giorni la proposta avanzata dalla ministra del turismo, Daniela Santanchè, di una rimodulazione del calendario scolastico per venire incontro alle esigenze dei territori e agevolare i flussi turistici interni.
Immediate le reazioni dei Sindacati.
“L’idea di introdurre dieci giorni di chiusura aggiuntivi, posticipando il termine delle lezioni o anticipandone l’inizio, denota una scarsa conoscenza della complessità del sistema scolastico pubblico. Adempimenti quali gli scrutini, gli esami di Stato, la definizione degli organici, la mobilità del personale e le attività propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico richiedono tempi certi e una gestione unitaria a livello nazionale”. Così ha dichiarato la FLC CGIL, che continua: “Attualmente, le Regioni hanno già la facoltà di deliberare il calendario scolastico, garantendo il limite minimo di 200 giorni di lezione, mentre le singole istituzioni possono prevedere adattamenti legati all’offerta formativa. La frammentazione proposta dalla Ministra appare invece una soluzione semplicistica e inadeguata per il rilancio del turismo, che necessiterebbe di interventi strutturali ben diversi per la valorizzazione del patrimonio culturale”.
“Auspichiamo che questa ipotesi, utile forse solo a sondare l’opinione pubblica, venga presto accantonata dal Ministro Valditara. Ribadiamo la nostra ferma opposizione a soluzioni estemporanee che, anziché migliorare il funzionamento della scuola, rischiano di compromettere l’unitarietà a favore di una regionalizzazione impropria” conclude il Sindacato.
“Ancora una volta parla di scuola, chi la scuola non la conosce. La ministra, mi chiedo, è mai entrata in una scuola? Forse no. Caloriferi spenti e scuole al freddo d’inverno, classi afose e prive di climatizzatori d’estate, solo per parlare di edilizia scolastica, ma non solo, la ministra con la sua proposta dimostra di non conoscere neanche gli aspetti organizzativi. In Italia, caro ministro, vige l’autonomia scolastica, dunque neanche il Ministero può imporre alle scuole un calendario scolastico la cui programmazione è affidata, indicativamente, alle Regioni ma nell’effettivo rimane una scelta di ogni scuola, che in autonomia, decide come comportarsi. Da anni ormai, infatti, alcuni istituti anticipano di una settimana l’inizio delle lezioni, per poi rimodulare quei giorni nell’arco dell’anno scolastico. Lasciamo che a parlare di scuola, sia chi la scuola la vive”.
È quanto ha affermato, con un video diffuso sui social, il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana, sulla proposta di revisione del calendario scolastico.